Bohéme va per tetti

Angela Matassa

La mano di Emma Dante si nota fin dall’inizio, da quello svolgersi sui tetti della città, della storia della Bohéme di Puccini, da lei diretta a ottobre 2021 per l’apertura della stagione del Teatro di San Carlo di Napoli.

Ne sono protagonisti il grande sfortunato amore e ugualmente grave il dolore, nella nota vicenda di Mimì e di Rodolfo.

Il primo dei quattro quadri, in cui la regista ha diviso l’opera, si svolge in un Natale quasi carnevalesco che dà il segno del suo stile, del suo linguaggio, del modo di esprimere sentimenti e momenti reali di vita. L’uso del corpo non manca neanche qua in cui poeti, scrittori, personaggi danzanti girano come una giostra con i loro nastri di mille colori.

La scena di Carmine Maringola divide in due l’ambiente: la misera mansarda in cui vive Mimì (“Ma il mio nome è Lucia”) e i tetti sovrastanti, dove i poveri bohémien, trasportando oggetti e coperte per stare all’aperto tra i comignoli a vivere la vita, si ispirano per comporre poesie, storie e dipinti. Mimì e il poeta Rodolfo s’innamorano, vivendo il loro sentimento tra la gioia e la serietà dell’aleggiare della morte.

La musica di Puccini, che lo racconta, coinvolge il pubblico affascinato da una visione insolita del conosciutissimo melodramma, ma che appare nuovo con questa messinscena moderna, vigorosa e convincente, che vede tra i personaggi anche suore, trans, prostitute, ubriachi, che si dividono tra la povertà e l’allegria di un bicchiere di troppo. Vere e proprie figure teatrali.

Una delicatezza per cui quasi tre ore di spettacolo passano in fretta. Tra i vari segni, appare un foro nel muro sporco che assume la forma della Stella Cometa. Un messaggio di speranza, una citazione della Stella di Banksy, artista della street art, “che mi sembrava una bella occasione, è la cicatrice di Betlemme – spiega Emma Dante – per raccontare il gesto artistico inserito in un contesto urbano, all’esterno”.

Orchestra e coro del Teatro San Carlo sono diretti dal maestro Jurij Valčuha, mentre i protagonisti sono Selene Zanetti (Mimì), Benedetta Torre (Musetta), Stephen Costello (Rodolfo) e Andrzej Filonczyk (Marcello), molto apprezzati. I costumi sono di Vanessa Sannino, le luci di Cristian Zucaro, la coreografia è di Sandro Maria Campagna.

(La foto è di Vito Lorusso)

 

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