[wpdreams_ajaxsearchlite]

Bolignano: “Io, attrice tragicomica”

Danila Liguori

Inserisci qui la tua pubblicità

Autrice e attrice “tragicomica”, come lei stessa ama definirsi. Maria Bolignano, napoletana doc, sarà presente da domani 31 ottobre 2025 al Teatro Sannazaro di Napoli con “I promessi suoceri”, scritto e diretto da Paolo Caiazzo. Tra spettacoli vecchi e nuovi, l’attrice si racconta ai microfoni di ENNETI – Notizie Teatrali.

“I promessi suoceri”. Ci racconti il suo esilarante personaggio.

“Io interpreto una mamma. Nell’immaginario potrebbe essere qualsiasi mamma che si trova a dover affrontare la quotidianità con un marito tirchio che ha in qualche modo influenzato la sua vita in relazione a questo suo piccolo ‘vezzo’, e l’imminente matrimonio della figlia con la relativa conoscenza dei consuoceri che hanno una situazione economica migliore della loro. Da qui la conseguente ansia da prestazione di una mamma che ama molto sua figlia e che nasconde però, insieme agli altri personaggi, degli scheletri nell’armadio”.

Che verranno poi svelati nel corso dello spettacolo.

“Esatto, nel finale”.

Caiazzo ai nostri microfoni ci parlò di questa sua commedia come uno spettacolo teatrale liberamente ispirato a “L’avaro” di Molière e “Miseria e nobiltà” di Scarpetta. Una fusion di due mondi teatrali riportata ai giorni nostri.

“Il legame tra il teatro francese e la commedia scarpettiana è palese, basti pensare ad Armando Curcio. E’ in chiave moderna, ma sappiamo che Poalo ama riportare la tradizione nella contemporaneità, così nella sue commedie ci sono spesso citazioni della tradizione. Una sorta di teatro nel teatro”.

Lo tournée continuerà?

“Dopo il Sannazaro e il Teatro Troisi a dicembre, ci separeremo per un breve periodo, io porterò in giro la mia commedia, “Le Porno Precarie”, per poi ritrovarci a marzo al Teatro Cilea sempre con “I promessi suoceri”.

Ci parli della sua commedia.

“Importante per me far girare ‘Le Porno Precarie’, la mia prima commedia. Soddisfatta dei primi tre sold out al Cilea come fuori abbonamento, è stata una sorpresa. Non è facile oggi. Ho avuto una squadra con me meravigliosa, che mi ha permesso di realizzare un sogno frutto del lavoro, dell’esperienza e dell’impegno”.

Cos’è per lei la comicità?

“La comicità è il modo migliore per affrontare i drammi della vita. Trovo che poter regalare gioia alle persone sia il dono più grande che io abbia. Essendo un dono, va però rispettato. Perciò nei miei lavori, sia da autrice che da attrice, ho una grande disciplina. La comicità va dunque necessariamente accoppiata con la disciplina per me”.

Si definisce un’attrice comica?

“Amo definirmi tragicomica. E soprattutto amo definirmi un’attrice comedy, che è diverso dal comico puro, che è colui che non ha bisogno di interpretare personaggi per far ridere, è se stesso, e in quello che dice suscita ilarità. Nel caso della comedy c’è molta più interazione, che io adoro, molto di più rispetto alla stand-up comedy che comunque fa parte del mio repertorio. Nella comedy mi piace che si creino delle storie dove ci sia recitazione e interazione tra gli attori. Per me i rapporti personali sono la chiave di lettura per la scrittura comica”.

Parlando di stand-up comedy: crede sia la nuova frontiera per far ridere?

“Chiariamo che lo stand-up comedian non è un attore in linea di massima. Può esserci un caso in cui questa figura sia anche un attore, ma è piuttosto raro, anche se interessante quando succede”.

I giovani e il teatro invece?

“Fortunatamente tanti giovani si stanno avvicinando al teatro, anche non passando per la stand-up comedy. Che in quanto tale ha delle evoluzioni anche di moda, a differenza del teatro, un evergreen che sa anche raccontare del tempo moderno. E’ importante che i giovani capiscano questo. In tal caso sono un’ottima speranza per il futuro del teatro stesso”.

Un consiglio per la new generation?

“Occorre recuperare la figura del maestro, maschile o femminile che sia, perché è una cosa che si è persa. Osservare il maestro, sempre”.

Rubandogli il mestiere, come si suol dire?

“Perché no, se serve ad imparare. Basta con l’autocelebrazione, non fa crescere”.

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web