Bowie: il dandy che cadde sulla terra

Redazione

Di Alberto Tuzzi

David Bowie, pseudonimo di David Robert Jones, oltre che grande interprete musicale, è stato anche un ottimo attore, ma sono pochi i film di cui è stato protagonista: L’uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth, 1976) di Nicolas Roeg, Just a Gigolo (Schöner Gigolo, armer Gigolo, 1978) di David Hemmings, Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence, 1983) di Nagisa Oshima, Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger, 1983) di Tony Scott, Absolute Beginners (Absolute Beginners,  1986) di Julien Temple, Labyrinth – dove tutto è possibile (Labirynth, 1986) di Jim Henson.

Ne “L’uomo che cadde sulla Terra”, tratto dall’omonimo romanzo di Walter Tevis, Bowie interpreta l’alieno Newton, venuto sulla Terra per cercare di salvare il suo pianeta, rimanendo, invece, prigioniero di un potere opprimente. Il film, esempio di fantascienza politica, è accolto da grande successo di pubblico e di critica e svela le doti interpretative dell’artista, che domina letteralmente la scena.

“L’uomo che cadde sulla terra”

In Just a Gigolo, ambientato nella Berlino del primo dopoguerra, Bowie è il reduce prussiano Von Przygodski, che vaga tra nazisti e ricche signore pronte a pagarlo per le sue prestazioni. Il cast annovera anche star come Kim Novak, Curd Jürgens e Marlene Dietrich, qui nel suo ultimo lavoro. Il film, visivamente interessante, non sfrutta però il carisma di Bowie.

In Furyo”, Bowie è Celliers, soldato inglese prigioniero dei giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, che esercita un ambiguo fascino sul suo carceriere, il capitano giapponese Yonoi (Ryūichi Sakamoto). Tratto da un romanzo dello scrittore sudafricano Laurens Van Der Post, il film narra i rapporti tra inglesi/vinti e giapponesi/vincitori e il divario tra due culture profondamente diverse. Nel cast, oltre a Bowie e Sakamoto, autore anche della bellissima colonna sonora, pure Tom Conti e Takeshi Kitano. Qui Bowie interpreta il suo ruolo più complesso, testimonianza di come davvero avrebbe potuto fare solo l’attore e non il cantante.

“Labyrinth”

In “Miriam si sveglia a mezzanotte”, l’eclettico artista è Blaylock, un vampiro che attira la dottoressa Roberts (Susan Sarandon) nella rete mortale tessuta da sua moglie Miriam (Catherine Deneuve). Il film è un videoclip anni 80, dark e chic, superficie e narcisismo, desiderio di eterna giovinezza e terrore di inesorabile invecchiamento. Bowie è del tutto a suo agio nei panni disperati di un mostro destinato al dissolvimento.

Nel delizioso “Labirynth”, è invece il re dei folletti Jareth, seducente e crudele. Contro di lui è Sarah (Jennifer Connelly) per liberare il fratellino dal labirinto in cui Jareth lo tiene prigioniero. Un film kitsch, ingiustamente maltrattato, che “spaventa” tutti i bambini degli anni 80 e 90, in cui Bowie, inquietante e irresistibile, è perfetto, affiancato da personaggi/pupazzi stile Muppet Show, di cui Jim Henson è il geniale creatore.

In “Absolute beginners”, la star è Partners, publicist satirico e beffardo che cerca di manipolare l’eroe Colin (Eddie O’Connell). Tratto dal romanzo omonimo di Colin McInnes, il film nelle mani di Temple diventa un musical sulla vita notturna di Londra degli anni 50, sulla città di tutti i sogni ma anche sulla fine del sogno: quello dei teenager sconfitti, dei “principianti assoluti”, i ragazzi figli del primo miracolo economico che diedero vita poi ad una generazione ribelle.

Oltre a queste pellicole, da ricordare che David Bowie ha al suo attivo numerose partecipazioni brevi in numerosi film, a volte poco più che comparsate, finendo spesso per rubare la scena ai protagonisti principali.

Oltre alla bella retrospettiva allestita al PAN di Napoli fino al 29 gennaio prossimo, sulla sua vita e la sua arte, val la pena di vedere in questi giorni al cinema anche “Moonage Daydream”, un film documentario del 2022 sulla vita del Duca Bianco, scritto, diretto e prodotto da Brett Morgen.

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web