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BRACHETTI: OMAGGIO A HOLLYWOOD

Maresa Galli

E’ un artista che ha abituato il pubblico internazionale all’eccellenza, per bravura, entusiasmo, comunicativa: Arturo Brachetti ha regalato al pubblico del teatro Bellini di Napoli un altro grande show. Il suo “Brachetti, ciak si gira!”, per la regia di Serge Denoncourt, è un raffinato, fantasmagorico omaggio al cinema hollywoodiano e non solo, perché “nella mia vita – spiega – c’è stato un prima e un dopo Fellini”. Potremmo dire che nell’immaginario collettivo esiste un prima e un dopo “The Gold Rush”, “Citizen Cane”, “La strada”, “La dolce vita”, “Otto e mezzo”.

Agli spettatori racconta la sua infanzia a Torino, la grande passione per il travestimento e i pomeriggi di film in tv, con le imprese di Zorro, i cowboys, re e regine, Mary Poppins e Lawrence d’Arabia. Questi i personaggi che, con la sua fulminea velocità e bravura, ripropone al pubblico d’ogni età che affolla il teatro. E ancora Maciste, Crudelia De Mon, Spider Man prendono corpo come una visione, con grazia ed eleganza, con ironia e sapienza e soprattutto con amore e gratitudine per chi ha regalato sogni.

Galeotto fu, per Arturo bambino, il film “I dannati di Varsavia” e con la sua abilità costruisce ben venticinque maschere “semplicemente” cambiando foggia a un cappello, per diventare Arlecchino, Nelson, Orson Welles, Gloria Swanson, il Big Ben, Casanova, Capitan Uncino, Santa Caterina, Guglielmo Tell e il Principe Carlo, Liz Taylor e Rossella O’Hara… E quando c’erano pochi mezzi per assistere agli spettacoli si doveva ricorrere alla fantasia, ai giochi di ombre cinesi che consentono di rappresentare tanti simpatici animali.

Brachetti dà vita al museo degli orrori e rende omaggio all’uomo dai mille volti, Lon Chaney, grande attore e maschera hollywoodiana che, quasi per uno scherzo del destino, morì dopo avere interpretato un’unica pellicola con il proprio volto. L’attore interpreta i suoi celebri personaggi, da Quasimodo a Fu-Manchu al fantasma dell’Opera. Splendide scenografie accompagnano i cambi di personaggio del trasformista che rende omaggio, con il suo stile unico, inimitabile, a Charlie Chaplin, a Gene Kelly, a Liza Minnelli, a Giulietta Masina e a Fellini, ma anche a pellicole come Lo squalo ed ET, al Gollum del “Signore degli Anelli” e a King Kong che si trasforma in Carmen Miranda… E ancora veste i panni di Judy Garland nel “Mago di Oz”, Julie Andrews ed Harry Potter, Mosè e Jack Sparrow.

Immancabile la doccia di Psycho e irresistibile la doppia personalità di Hunphrey Bogart e Ingrid Bergman in “Casablanca”. Gran finale con la fantascienza di “Guerre Stellari” e “Odissea nello spazio”, per salutare il pubblico che non andrebbe mai via. Brachetti raddoppia la magia del cinema, e con sapiente ironia trasforma i sogni di bambino in arte senza confini, perché – dice –  “il nostro solo limite è l’immaginazione”.

 

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