Burle mediatiche

Angela Matassa

Sembra il titolo adatto alla società attuale: “Travestimenti e burle”. Quelle del teatro del Cinquecento erano divertenti, allegre, gioiose, metaforiche, con l’intento cioè di far riflettere sui costumi dell’epoca.

Oggi dalla scena sono passati alla vita vera.Di travestimenti e travestitismi si parla anche troppo.

Le burle, mediatiche e tecnologiche sono tristemente reali. Camuffate, certo, con mezzi moderni e linguaggi accattivanti. Sono messe a segno da interpreti grotteschi e paradossali, nascosti dietro grandi maschere di serietà e impegno per spettatori troppo frettolosi per riflettere, spesso ignari di una messinscena abilmente organizzata e diretta da amministratori e governanti.

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