Casanova: non solo seduzione

Redazione

Una scena
Una scena

Ha appena compiuto settantatre anni, è alla fine dei suoi giorni e riflette su quanto vissuto, ricevuto, è stanco e ammalato. E’ il giugno del 1798. Si trascina a fatica nella sua stanza nel castello di Dux. Qui, incontrerà cinque donne velate e mute (nei costumi di Carlo Poggioli). Una sorta di tribunale che lo giudica e gli restituisce un’immagine che egli stesso non riconosce. Al termine del grottesco processo, imbastito dalle cinque presenze che lo incalzano, arriverà l’illuminazione: l’incontro con il riflesso di sé, fantasma del passato e parte femminile, da sempre rincorsa nel suo vorticoso vivere.

Roberto Herlitzka è il più celebre libertino: Casanova, nella drammaturgia di Ruggero Cappuccio, in cartellone al Teatro Nuovo di Napoli dal 4 all’8 marzo. Con lui in scena Marina Sorrenti, Franca Abategiovanni, Carmen Barbieri, Giulia Odori, Rossella Pugliese.

La scrittura di Ruggero Cappuccio realizza una “velenosa, dolce, sincera partita a scacchi”, in cui brillano e si muovono i perni dell’identità di uno degli uomini più discussi, amati e denigrati del XVIII secolo. Il velo di seduttore vanesio, che ricopre Casanova presso l’immaginario collettivo consolidato, cade inesorabilmente e rivela un grande autore, un uomo che scrive con rarissima e affilata modernità, che ama le donne e ne incontra, carnalmente, un numero molto inferiore rispetto alla superficiale moltiplicazione attribuitagli.

La regia di Nadia Baldi si muove su un binario onirico e senza tempo, costruendo in un “non luogo o luogo della memoria”, personaggi femminili apparentemente freddi ma pieni di carnalità e ambiguità. E’ la realtà che cede il testimone all’immaginazione.

 

 

 

 

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