Cecità come metafora

Redazione

Una scena
Una scena

Venerdì 4 e Sabato 5 marzo alle ore 21:00 In fondo agli occhi di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, con la regia di César Brie, sarà il quarto appuntamento della stagione proposta da Quinta Parete Estremi rimedi in Bottega, a Casalgrande (Reggio Emilia).

In un bar, metafora di un paese dove: “… non è rimasto più nessuno… perchè ci vuole talento anche per essere mediocri”.

Sabato 5 marzo alle ore 17:00 nell’ambito dell’iniziativa “Un caffè in Bottega”, si parlerà di diversità e si avrà l’occasione di bere un caffè e fare una chiacchierata con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari e Sabrina, una rappresentante dell’Associazione UICI (unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti) di Reggio Emilia.

Ingresso gratuito

 

In fondo agli occhi è uno spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le tematiche della crisi e della malattia da questa prodotta e derivata. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita. Chi è più cieco di chi vive, senza avere un sogno, una prospettiva davanti a sé, di chi essendone consapevole, non può far altro che cedere alla disperazione? Un paese cos’è in fondo se non le persone che al suo interno vivono e si muovono? Un paese non sono le case, non sono le chiese, né i bar o le istituzioni ma la gente che al loro interno abita e ne dà il valore. Un paese malato quindi è fatto da gente malata, come noi. Ma come raccontare tutto questo poeticamente, ironicamente, senza essere retorici o superficiali?

 

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