Cesare Accetta espone al Blu di Prussia

Anthea Principe

La stagione espositiva della galleria Al Blu di Prussia di Napoli prosegue con “Drama”, la personale del fotografo Cesare Accetta che torna a esporre in città dopo otto anni. L’appuntamento è per venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 17,30 con l’inaugurazione.

Curata da Maria Savarese, la mostra aggiunge un nuovo tassello a quella narrazione della fotografia attraverso l’opera di grandi autori contemporanei, che la Fondazione Mannjuolo ha avviato con le rassegne dedicate a Giovanni Gastel, Francesca Woodman, Guy Bourdin, Gian Paolo Barbieri, Alfa Castaldi.

Dramaè un progetto fotografico inedito site specific per gli spazi de Al Blu di Prussia, ideato e realizzato in collaborazione con Alessandra D’Elia.

Quattro grandi fotografie a colori, eseguite in esterno, sono allestite nello spazio d’accesso della galleria e introducono a quello successivo dove si stagliano quindici ritratti in bianco nero, realizzati in studio, insieme a un video proiettato nella parete di fondo che fa da contraltare ad un altro in sala cinema.

Cesare Accetta. Uno dei volti in bianco e nero

Entrambi i cicli dei lavori risalgono a qualche anno fa, consuetudine questa non nuova per l’autore, ovvero iniziare un progetto anche molto tempo prima di essere realizzato, ritornando poi su quelle fotografie che, sviluppate anni dopo, diventano quasi portatrici di altri significati. Le prime, sono state eseguite nel 2020 durante una residenza a Punta della Campanella, vicino Massa Lubrense, in Costiera Sorrentina; le altre, invece, cominciate e terminate fra il 2018 ed il 2023.

Drama – scrive la curatrice Maria Savarese nel testo di accompagnamento alla mostra – può essere considerato come un ulteriore capitolo di un catalogo iniziato con “In luce” otto anni fa e dedicato all’umano nell’infinita varietà dei tratti e degli atteggiamenti, dove ancora una volta è la relazione dell’autore con la luce, e quindi con la visione, l’unica direttrice dell’applicazione dedicata all’oggetto, ovvero il corpo, esposto o meno ad essa.

Come nel progetto precedente è il volto il luogo offerto all’azione, in particolare nelle fotografie in bianco nero, in cui i diversi visi femminili emergono nitidamente dal fondo nero grazie al fascio luminoso che li illumina in modo diverso per ognuno di loro, ma che in tutti si focalizza e si ferma nelle pupille degli occhi (…) Nelle altre fotografie a colori i movimenti del corpo fanno da contrappunto ai volti che, invece, sotto l’effetto della luce sembrano dissolversi completamente nella natura circostante”.

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