Ci lascia il crooner gentiluomo: Fausto Cigliano

Maresa Galli

Aveva appena compiuto 85 anni: Fausto Cigliano, ultimo grande maestro della canzone classica napoletana, elegante chansonnier, se n’è andato per sempre. Napoletano, figlio di un comandante dei vigili urbani, penultimo di sette fratelli, perse il padre nel 1952, a soli 15 anni, facendo del canto e della chitarra il suo mondo. Così ottenne il primo contratto, “strimpellando la chitarra”, come raccontava.

Nel 1956 partecipò al suo primo Festival di Napoli nel ruolo di “riassuntore”, abbreviando i motivi eseguiti dai concorrenti in gara. Nel 1959 vinse il Festival di Napoli con la canzone “Sarrà chi sa?” (Forlani/Murolo), cantata con Teddy Reno, alternando la carriera di musicista con quella di attore. Dal 1959 al 1962 partecipò a quattro edizioni di Sanremo, piazzandosi, al suo esordio, al 6° posto con la canzone di Roberto Murolo “Sempre con te”, cantata con Nilla Pizzi. Nel 1964 tornò sul palco dell’Ariston, in coppia con Gene Pitney, con la celeberrima “E se domani” (Calabrese/Rossi), che diventerà un successo strepitoso, pochi anni dopo, nella versione di Mina.

Da “Studio Uno” al “Carosello”, alle colonne sonore per film di Wertmuller, Bolognini, al fianco di Ennio Morricone nei dischi incisi per la Cetra, la sua carriera fu ampia e di successo. Elegante, fine, di bell’aspetto, lo ricordiamo anche come attore di musicarelli e film per il cinema diretti da Steno, Vasile, De Robertis, Bianchi Montero, Matarazzo, Paolella, Antonioni.

Per trent’anni suonò in duo con Mario Gangi: due chitarre virtuose e armonie limpide che restituivano la bellezza dei classici, con un fine lavoro di ricerca, regalando grandi concerti e nove album. Tanti i successi personali, tra i quali spiccano “Ossessione ’70”, omaggio alla sua amata musica brasiliana, “Scena Muta”, “Napule mia”, “Ventata nova”, “Duorme”, scritta nel 1961 con Ennio Morricone e interprete ineccepibile dei classici “Guaglione”, “Silenzio cantatore”, “Lo guarracino”, “I’ te vurria vasà”, “’Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna”, “Indifferentemente” e “Te voglio bene assaje”.

Nel 2002 incise l’album “E adesso slow!”, in cui traduceva in napoletano, nel suo stile, il songbook americano degli anni ’40 e ’50, repertorio di Nat King Cole e di Frank Sinatra, con gli arrangiamenti per grande orchestra di Rino Alfieri. Cantò anche classici di Sergio Bruni e Renato Carosone, fino a brani di Enzo Gragnaniello, Franco Del Prete e Almamegretta, con Roberto Murolo e la sua chitarra nel cuore. Nel 2010 interpretò “Catarì” (Di Giacomo/Costa) nel film “Passione” di Turturro, di fronte alle Sette Opere di Misericordia di Caravaggio, maestosa esecuzione in una degna cornice, il Pio Monte della Misericordia.

Uomo d’altri tempi, autentico crooner, ha saputo innovare la grande tradizione con i fermenti musicali contemporanei, arricchendo armonie intramontabili con la sua voce vellutata, con i suoi arpeggi melodiosi che rimangono nella storia della canzone napoletana.

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