Ciao, Sandra. E grazie

Angela Matassa

Non scriverò un pezzo di maniera per la sua morte. Non parlerò della sua fulgida carriera, né del gossip che avvolge la sua vita travagliata. Ricorderò, invece, la bellezza di un incontro fantastico, che non si può dimenticare né diventare passato. Sandra Milo era una donna, una persona, un’artista di talento. Un personaggio nel quale coglievo la sensibilità e l’intelligenza.

Quando con l’editrice Maria Gallina e con Gioconda Marinelli pensammo di proporle di raccontarla ai lettori, lei disse subito di sì. Non si fece pregare, non ci fece attendere mesi, non rifiutò telefonate. Ci accolse, invece, nella sua casa di Roma con garbo e semplicità.

Abbiamo parlato per ore, guardando le meravigliose fotografie, di scena, di vita quotidiana, di successo. Era semplice, Sandra, una semplicità che era leggerezza, amore per la vita, accettazione e consapevolezza.

Una donna simpatica e vivace, – racconta Gioconda Marinelli – una madre premurosa di Deborah, di Ciro e Azzurra. Un mito del cinema, amata come Marylin Monroe, Rita Hayworth, Jean Harlow. Fellini, l’uomo più importante della sua vita, le scrisse da New York: “Sandrocchietta adorata, qui sono tutti diventati matti per te. Dicono che sei un’attrice sensational”.

La minibiografia di Sandra Milo (2004)

Esuberante, seducente ha vissuto da diva, pur non sentendosi tale. Sensibile e gentile, solare e sorridente, una donna fuori e dentro la realtà quotidiana, che non corrispondeva a nessuna delle icone nelle quali veniva identificata, e neanche ai personaggi che aveva interpretato.

Diceva: “Ogni ruolo mi piace e mi diverte, mi calo in ogni parte, ma nessuna mi appartiene del tutto. Personaggi che nascono da un’attenta osservazione del mondo, della gente e dai ricordi della mia infanzia. Sono come le figurine che ritagliavo da bambina, con le quali inventavo le mie storie personali, quelle che forse rappresentavano i miei sogni. Bambini, vecchietti, persone che recitavano in fantastiche avventure. Il cinema è stato la continuazione di quei giochi infantili. Ho vissuto appassionatamente, senza rimpianti. Una vita sorprendente e ricca di emozioni, fatta di fantasia e realtà. Prendetemi come sono”.

La quarta di copertina che riporta una cartolina di Fellini

All’uscita del nostro gioiellino editoriale, “La mia dolce vita”, venne a Napoli, per presentarlo in diverse occasioni, sempre gioiosa e riconoscente. Lei. La diva, dal passato doloroso, su cui hanno ricamato e insistito i detrattori. Io la ricordo così, semplice, gentile, accogliente, vera.

Durante i nostri lunghi piacevoli incontri, non si sottraeva a nessuna domanda e raccontava facilmente cose belle e brutte. Ma noi abbiamo scelto la parte positiva della sua carriera e del suo tempo vitale. Abbiamo scelto la sua luce, l’emozione, la bravura, il talento e la sua voce, che si trasformava quando dava corpo al personaggio.

Con dispiacere immenso, ma con la gioia di averti conosciuta, ti salutiamo con un ciao Sandra e grazie.

(In copertina le autrici con Sandra Milo – foto di Gilda Valenza)

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web