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Confessioni in scena

Redazione

Dal 24 al 27 marzo, al teatro Sancarluccio di Napoli va in scena Il fazzoletto di Dostoevskij  di Giuseppe Manfridi, regia e adattamento Anastasia Costantini, con Paolo Pollio
“Abbiamo un personaggio: Pavel Petrovic. Abbiamo un oggetto: un fazzoletto di batista bianco. Abbiamo una data: 28 gennaio 1881. Quel che segue lo dedico soprattutto a voi. Vi voglio commuovere e ci riuscirò”
Che rapporto può esserci tra un impiegato di sportello al banco dei pegni e l’illustrissimo Fedor Dostoevskij? Si chiede la regista.  “Nessuno, diremmo. E invece no: – risponde –  lo spettacolo si costruisce proprio su questo ipotetico legame, per mezzo di un’improbabile casualità o una più certa provvidenza.
Pavel Petrovic, impiegato di sportello, vive di simboli come i suoi “attori-marionette”, come un fazzoletto di batista bianco o addirittura bleu fino a diventare lui stesso un simbolo.
È in questo continuo saltare dal presente al passato il fascino di una “Confessione”. L’attore-personaggio si confessa in scena offrendosi al pubblico in una scena, all’inizio vuota, ma che alla fine sarà piena di oggetti, di persone, di odori. Ogni cosa sarà una storia, frammento di un mondo scomparso o forse neppure mai esistito”
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