Conquista la Malìa di Massimo

Maresa Galli

Al Teatro Diana di Napoli felice esordio, il 31 ottobre, per il nuovo spettacolo musicale di Massimo Ranieri, “Malìa napoletana. Napoli: 1950 – 1960”, in scena fino al 13 novembre.

Ranieri in scena (foto Sgueglia)

Secondo capitolo musicale dell’artista, che si cimenta ormai con i classici riletti da jazzisti superbi, si avvale della produzione di Mauro Pagani per spaziare tra autentiche perle del vasto canzoniere napoletano. L’ensemble è composto da Enrico Fava, tromba e flicorno, Stefano Di Battista, sax alto e sax soprano, Rita Marcotulli, pianoforte, Riccardo Fioravanti, contrabbasso, Stefano Bagnoli, batteria. Il progetto, che ha inaugurato Umbria Jazz, è approdato in un teatro strapieno ed entusiasta. Entra la batteria, seguita dal pianoforte e dai superbi ottoni di “Tammurriata nera”, che porta subito negli anni del dopoguerra, raccontati da Ranieri che all’epoca era un ragazzo, anni nei quali si tornava a vivere. Il canzoniere prosegue con “Dove sta Zazà”, tutta in levare, straordinaria, a cappella. Magico assolo di Rava su “Indifferentemente” che ha per scenografia il chiaro di luna. Non manca il colore, il brio dell’americano-napoletano, Carosone, delle sue “Torero”, “Tu vuò fa’ l’americano”, “’O Sarracino”, che in chiave jazz sono perfette. Ranieri canta a piena voce entrando perfettamente nelle armonie jazz grazie al tocco dei maestri, mescolando atmosfere che riportano agli anni d’oro del night, epoca di Bruno Martino, Fred Bongusto, Peppino Di Capri, alle malie di Capri e Positano. Al pubblico offre super classici: “Luna Rossa”, “Luna caprese”, “Strada ‘nfosa” e “Resta cu’ mme” di Modugno (perché grandi artisti napoletani d’adozione hanno omaggiato Napoli), “Te voglio bene tanto tanto”, di Rascel, “Uè uè che femmena” di Calise, “Nun è peccato” e “Malatia” di Di Capri, “Doce doce” di Bongusto. Scherza Di Battista alla maniera del jazz, scendendo con il suo sax al centro della sala per inframmezzare classici, “The Pink Panther Theme” e “My Favorite Things” con “Te voglio bene tanto tanto”. Fantastici i duetti dei fiati, gli assolo dei musicisti, gli scat sempre più veloci di Ranieri che “risponde” al sax.

E ancora una cascata di classici, “Na voce ‘na chitarra e ‘o ppoco ‘e luna”, “Anema e core”, “Vieneme ‘nzuonno”, intercalate dall’omaggio al compianto Pino Daniele che suonava abitualmente con Rita Marcotulli, a “Tutta n’ata storia”, ricordando, per dirla con Palazzeschi, che muoiono i poeti ma non la poesia… Il pubblico canta in coro con Ranieri i suoi evergreen nel bis richiestissimo: “Vent’anni”, “Rose rosse”, “Perdere l’amore”, e qui il celebre artista concede e ammalia con tutto se stesso.

 

 

 

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