Corpi come lavagne

Anita B.Monti

S’intitola “Addosso – le parole dell’omofobia” il volume, presentato in anteprima nazionale a Napoli, a cura di Antonio Mocciola e del fotografo Carmine Miceli, con prefazione dello psicologo Rosario Esposito, uno scritto di Fabio Canino, pubblicato da Iemme edizioni.

Un libro che farà discutere, perché tocca un tema scottante: l’omofobia. Perché, attraverso le pagine, offre un quadro della situazione italiana, non secondo le opinioni dell’autore, Antonio Mocciola, poliedrico scrittore e giornalista, ma grazie alle ‘esternazioni’ e ai commenti regalati pubblicamente da grandi personalità: ministri, deputati, artisti, scrittori, ecclesiastici.

Un lavoro fotografico ma non solo, immagini e parole sono un tutt’uno. Un nudo d’arte. Provocatorio, dunque, pur se il nudo è un genere tanto amato e trattato dall’arte figurativa di ogni tempo. Senza veli, artisti, scrittori, giornalisti (De Cicco, Virgili, Mirabella, Brescia, Melchionna e tanti altri), centoundici modelli, uomini e donne, gay ed etero, oltre ogni discriminazione, hanno posato per realizzare l’opera e diffondere un messaggio di conoscenza, per provocare l’uguaglianza nella diversità, contro la violenza dei nostri giorni e il bullismo giovanile.

Corpi, come lavagne bianche sulle quali scrivere frasi indelebili, che restano incise a fuoco nelle carni. Dalla celebre “Meglio fascista che frocio” della Mussolini, che campeggia in copertina, a “Per i gay ci vuole il napalm” a “L’attività gay è moralmente malvagia” (Karol Woytila),” a “I matrimoni gay sono un pericolo per la pace” di Joseph Ratzinger, oppure “I gay non possono fare i maestri di scuola” di Gianfranco Fini, “L’omosessualità è come la necrofilia” (Guido Ceronetti), “Niente diritti ai gay” (Donald Tramp).

Frasi “quelle sì veramente oscene”, afferma Mocciola, rispetto ai corpi offerti all’attenzione. “A te, che stai per fare coming-out” è la dedica dell’autore. Un augurio, soprattutto ai giovani, che riescano ad accettare la loro natura per vivere nella verità e nella sincerità. Per smettere di suicidarsi e di nascondersi.

Se le parole sono importanti e pesano, le immagine lo sono ancora di più. Molti storceranno il naso: è un libro che mostra a tutti, apertamente fisici, belli, brutti, in forma oppure no, ma che hanno il coraggio di parlare in faccia e non nel buio della Rete. Quel ghetto, nel quale molti trovano rifugio e consolazione. “Addosso”, le parole dell’omofobia le mostra con forza, per combattere il doppio inganno di chi, anche davanti a un microfono, espone alla gente pensieri contrari alla propria natura. Mentendo due volte. “Le mamme non possono essere omofobe”, dice Antonio Mocciola, eppure la quotidianità ci mostra altre verità. Un’ipocrisia tutta italiana che si nasconde dietro le chiacchiere. Un libro di denuncia, di sdegno verso una società che si vanta di essere emancipata, ma che vive ancora secondo vecchi modelli.

Dopo Napoli, il libro sarà presentato a Firenze, Torino, Voghera, Pavia, Milano, Berlino, Potenza, Bruxelles. E, dopo pochi giorni dall’uscita, è al venticinquesimo posto della classifica nazionale dei libri più venduti sulla Rete.

 

 

 

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