“Cravattari”, l’arte per cambiare il mondo

Anita B.Monti

Una mattinata a teatro
Una mattinata a teatro

Per le mattinate destinate alle scuole, alcuni teatri hanno scelto di mettere in programma Cravattari di Fortunato Calvino. Un testo che parla di usura, di criminalità, di sentimenti, di disagi, di dolore. A vent’anni dalla nascita, il dramma dell’autore-regista partenopeo continua a essere rappresentato e continua a essere attuale.

La ripresa dello spettacolo è fissata per martedì 26 febbraio al Teatro Delle Palme di Napoli e sarà interpretato da Antonella Morea, Rosa Fontanella, Gioia Miale, Pietro Juliano, Manuela Schiano. Saranno presenti l’assessore Nino Daniele, Tano Grasso, Geppino Fiorenza, l’assessore Alessandra Clemente.

La prima volta che assistetti a Cravattari – dichiara Nino Daniele – ebbi chiara la consapevolezza di trovarmi di fronte ad una delle pagine più alte del teatro italiano contemporaneo e ad un’opera d’arte che raggiungeva interamente il fine dell’arte: quello di aiutare a cambiare il mondo”.

Teatro di trincea” definisce l’opera di Calvino, Giulio Baffi (Presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro). “Fortunato Calvino, – scrive il critico – è da sempre teso a riscrivere miserie ed eroismi da mettere in scena con coraggio e sapienza nei suoi spettacoli. E’ stato il primo, credo, della sua generazione a percorrere la strada del teatro “di trincea”, della lotta senza quartiere a pregiudizi e soprusi, a mortificazioni del corpo e della mente… un autore che rispondendo al proprio imperativo d’impegno civile ha scritto rapide commedie che sanno parlare “sopratutto” a un pubblico giovane ed attento cui porre e proporre, dire e chiedere, offrire e ricevere, in costruzione di parallele tensioni tra palcoscenico e platea”.

E Geppino Fiorenza (referente regionale di Libera per la Campania) scrive nella prefazione al volume “Teatro” che raccoglie alcuni testi di Calvino: “Un altissimo esempio di teatro civile. Un pugno nello stomaco, per aiutare a riflettere… rappresentazione di una realtà drammatica, che sfugge, tuttavia, alla macabra compiacenza ed alle velleità consolatorie. L’autore ci prende per mano e ci porta nelle viscere di una città, dove la vita quotidiana è sofferenza e “passione”, nel valore etimologico del termine; dove la violenza si incontra ad ogni angolo di strada e sembrano farla da padroni assoluti la sopraffazione e lo sfruttamento”.

Opinioni, pareri, commenti e critiche positive si sono susseguite negli anni, da parte di addetti ai lavori, di lettori, di insegnanti.

Da docente posso testimoniare l’entusiasmo per lo spettacolo ma anche lo sdegno, la catarsi che il testo “Cravattari” sa produrre sui giovani spettatori”, scrive Clorinda Irace, mentre Eva Contigiani, insegnante di matematica a Torre del Greco, parla di “colpo di fulmine” tra lei e lo spettacolo.

Il teatro di Calvino nasce sulla spinta di un progetto culturale che, da Cravattari in poi, acquista crescente evidenza, ponendosi come occhio critico di quella parte malsana della cultura napoletana, non solo dura a morire, ma al contrario sempre più protagonista della società partenopea: la malavita”. E’ l’inizio della riflessione di Mariano D’Amora (docente, studioso di Teatro).

Un successo, insomma, sia del testo che dello spettacolo. Un classico moderno, un esempio di teatro premonitore, nel senso che questo dramma ha previsto un cambiamento, in questo caso, lo svilupparsi di un fenomeno sommerso e sottaciuto della società e dell’economia. Gli Anni Novanta hanno assistito all’escalation dell’usura, pratica violenta e prevaricatrice di malavitosi e camorristi.

Personaggi duri, che colpiscono al cuore, ma che attraverso la poesia che sottende ai personaggi e alla doppia faccia di Napoli, possono parlare anche ai ragazzi, offrendo loro la possibilità di conoscere la realtà del territorio, ma di discuterne apertamente con gli adulti. Subito dopo lo spettacolo con l’autore, e dopo, a scuola e a casa.

Lo spettacolo sarà replicato il 1 aprile al Teatro Totò di Napoli, il 24 aprile al Teatro Don Peppino Diana a Portici e proseguirà con altre date in Campania.

 

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