Cyrano, eroe anche senza naso

Angela Matassa

Noto protagonista nella fiction televisiva Elisa di Rivombrosa, Alessandro Preziosi, si mostra al pubblico dal vivo nel panni di Cyrano de

Alessandro Preziosi nei panni di Cyrano

Bergerac, lo spettacolo tratto dal capolavoro di Rostand, riveduto da Tommaso Mattei, in scena al teatro Bellini di Napoli dal 17 al 22 aprile.

In che cosa consiste l’adattamento operato?

“Abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio della divisione in cinque atti, che consente di alternare prosa e versi. Momenti di pura comicità a situazioni che commuovono”.

Il testo è rimasto tutto in versi?

“No, sono stati tradotti fedelmente solo per esprimere il sentimento dello spadaccino per la cugina Rossana. E’ stata tradotta in prosa la storia per renderla immediata e comprensibile”.

Che regia ha pensato?

“Ho puntato sull’inadeguatezza del personaggio, sui suoi disagi profondi. Infatti, il mio Cyrano non porta neanche il naso, così lo spettatore può andare oltre la deformità fisica e scoprire l’uomo, il suo cuore”.

Un sex symbol nei panni di un brutto. Funziona?

“Le etichette le decidono gli altri. Quel che conta è come ci vediamo noi. Questa non è la storia di un individuo esteticamente brutto, ma piuttosto dalle sue difficoltà esistenziali, dalla paura di essere respinto dall’amata. E’ un tema sempre attuale”.

Nel 2000 era Cristiano, l’antagonista, oggi è l’eroe tanto amato. Che differenza c’è?

“Quel che noto e la differenza nei tempi. Il 2000 non aveva elaborato ancora la patologia dell’essere più o meno belli. Oggi la società vive secondo criteri estetici, che non si capisce neanche a cosa sono ispirati. Le donne diventano mostri per sembrare sempre belle e giovani”.

Ha cominciato in palcoscenico (Amleto, Colombo, il classici greci), poi Tv e cinema. Che cosa preferisce?

“Non mi sono mai chiesto che cosa mi sia più congeniale.. Sono in realtà contesti differenti, ma oggi c’è più bisogno di teatro. Quanto al cinema, finché non vengono fuori i produttori a che vale realizzare pellicole belle e interessanti se il pubblico non le può vedere?”

Finita la tournée, che progetti ha?

“E’ in uscita il film di Pappi Corsicato “Il volto di un’altra”, proprio sul tema della bellezza”.

E c’è poi il ruolo di direttore dello Stabile d’Abruzzo…

“E’ un impegno bello e gravoso. Ho in mente una progettualità, ma aspetto di conoscere i nuovi referenti e i mezzi che ci saranno assegnati per parlarne”.

Come vede la sua Napoli?

“Mi pare che ci sia un caos meno assordante e inquietante. Che stia risorgendo. C’è sempre il malcontento, ma vedo che in occasione di un evento importante, la gente si mobilita, partecipa, mostra amore per la città. Sono fiducioso che se si avrà una piccola impennata le cose possano cambiare. E’ delle ricadute che bisogna avere paura”.

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