Dalì: “Sono un genio”

Angela Matassa

AL PALAZZO DELLE ARTI DI NAPOLI LA MOSTRA DEDICATA AL POLIEDRICO MAESTRO CATALANO. FINO AL 10 GIUGNO

Inaugurata il primo marzo, resterà aperta fino al 10 giugno (tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30; martedì chiuso) al Pan di Napoli, la Mostra io Dalì, dedicata al Maestro catalano. L’esposizione è curata da Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la consulenza scientifica di Montse Aguer e di Rosa Maria Maurell, sotto la direzione generale di Alessandro Nicosia.

Uno stretto e antico rapporto lega la città di Napoli alla Spagna, l’esposizione di alcune delle opere, scritti, disegni, scenografie, aforismi, fotografie (scattate dai più celebri fotografi) del geniale pittore, dunque, non poteva avere migliore collocazione. Lo hanno detto presentadola, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l’assessore alla Cultura Nino Daniele, l’ambasciatore spagnolo, mentre Montse Aguer direttrice dei Musei Dalì, ha concluso dicendo che “stando a Napoli si comprende cos’è la sindrome di Sthendal”.

Un momento importante, dunque, per conoscere qualcosa del poliedrico artista che voleva parlare alle èlite come al popolo e che durante tutta la vita ha attraversato momenti di alta pittura e di forte apertura verso l’esterno. Profetico, come ogni genio, aveva compreso la potenza della comunicazione di massa e l’ha trasformata in creazione. La sua convinzione, fin da bambino, di essere un genio e che “il mondo mi ammirerà”, ne ha fatto uno dei più grandi rappresentanti dell’arte e del pensiero del Novecento. Che non smetterà di parlare al mondo, come voleva, che ha conosciuto e frequentato i grandi del secolo scorso e che può dare lezioni di arte e di vita ancora oggi, poiché appassiona alla sua opera anche i giovani. Controverso e provocatorio, Salvador Dalì ha saputo ritrarre e rappresentare la società del tempo, ma anche le eterne contraddizioni, i conflitti, i dubbi, le domande dell’Uomo, pur lavorando su di sé e sulla creazione del proprio personaggio. Del Mito.

La sua personalità narcisistica incombe sull’intera produzione, dall’autobiografia Vita segreta, alle fotografie, agli autoritratti, ai dipinti, nei quali si evidenzia l’influenza di Raffaello e Michelangelo. Un artista moderno che non ha mai trascurato la classicità a cui ha attinto nel lungo percorso creativo.

Un fiore all’occhiello per l’amministrazione comunale, un evento volutamente organizzato per il Palazzo delle Arti, luogo di esposizione, incontri; centro di manifestazioni per adulti e per ragazzi, in cui, a tempo pieno, si svolgono anche attività e laboratori.

 

 

 

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