Danza sublime

Maresa Galli

Un momento del balletto
Un momento del balletto

Incanta il pubblico di adulti e bambini il classico della danza per eccellenza, presentato dal Teatro San Carlo di Napoli: la Compagnia di Balletto del Teatro Mariinsky mette in scena Il Lago dei Cigni. Il corpo di ballo del teatro di San Pietroburgo è una delle più famose compagnie di balletto della storia. Primo dei tre balletti musicati da Petr Il’ic Cajkovskij, composto tra il 1875 e il 1876, “Il Lago dei Cigni” racconta la storia d’amore tra il Principe Sigfried e Odette, la “fanciulla cigno” vittima di un incantesimo che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere. La prima rappresentazione si è tenuta al Teatro Bolshoi di Mosca nel 1877, con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger, libretto di Vladimir Petrovic Begičev, direttore dei teatri imperiali di Mosca. Il testo si basa su un’antica fiaba tedesca, “Il velo rubato” (Der geraubte Schleier), ripresa dal racconto di Jophann Karl August Musäus. Numerose sono le versioni del balletto e tuttavia in genere le compagnie di danza seguono la versione firmata da Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, rappresentato la prima volta nel 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij di San Pietroburgo. Anche i non esperti di danza classica si inteneriscono ed emozionano alla vista dei piccoli cigni e all’ascolto delle musiche incantate di Čajkovskij. Tra le versioni coreografiche del balletto si ricorda la famosa versione di Rudolf Nureyev del 1984. L’ultimo ricordo di un Lago dei cigni risale al 2006, con primi ballerini Roberto Bolle e Polina Semionova. Il Lago dei cigni della compagnia di Mosca è pura “danse d’école”: perfetti esecutori, i ballerini danzano su  uno sfondo di fiabesche scenografie realizzate da Evgeny Gurenko con gran delicatezza, con una gestualità elegante e perfetta. La lotta perenne tra bene e male, innocenza e seduzione, si conclude con il trionfo del bene e dell’amore nella versione di Vladimir Bourmeister del ‘53, dopo il finale tragico e crudele che attendeva i due amanti. A lungo applauditi il principe, il giullare, Grigorij Popov, alter-ego del malinconico Siegfried, Odette/Odile. Suggestiva l’atmosfera incantata creata dalle luci, le coreografie concatenate delle donne-cigno. Tra i danzatori russi spiccano i solisti: Albina Dmitreva, Igor Stetsur Mova, Ekaterina Shipulina, Dmitri Smirnov e soprattutto la prima ballerina Nadejda Ivanova.

La bellezza del balletto, la sua fama, le grandi interpretazioni delle quali si è avvalso spingono i protagonisti a ricreare un virtuosismo estremo, esibendo una tecnica perfetta, maniacale.

Odette/Odile, tecnicamente ineccepibile, danza con delicatezza nel Passo a due “bianco” ed esegue trentasei fouettés nei panni di Odette-cigno nero,  tanto da ottenere ovazioni da pubblico e orchestra. I passaggi più difficili sono fluidi e la sua danza, raffinata e poetica, perfettamente calata nei due ruoli, incanta il pubblico. La strepitosa compagnia, creata nel 1990 da Elik Melikov che ne è ancora il direttore, compie  il XX anniversario della fondazione celebrando l’evento con la celebre trilogia di Čajkovskij: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e lo Schiaccianoci. Sublime la musica del grande compositore russo: già nel Preludio le tinte esprimono tonalità di morte, ritornando anche nei momenti gioiosi per sottolineare la tristezza, il dolore. Una musica di ampio respiro sinfonico capace di sostenere non solo i momenti coreutici ma tutte le sfumature emotive. L’orchestra del Teatro di San Carlo, diretta dal Maestro Mikhail Agrest, ha regalato emozioni al pubblico che ha tributato, ad ogni replica, interminabili applausi.

 

 

 

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