Del Gaudio: “Vi racconto dell’Inferno di Dante”

Danila Liguori

Napoletano, classe ’88, si diploma all’accademia d’Arte drammatica del Teatro Bellini di Napoli e alla scuola del Cinema della Ribalta di Napoli. Recita poi in fiction di successo come “Gomorra”, “Squadra Antimafia”, “i Bastardi di Pizzofalcone 2”, “Un posto al sole”. Lui è Giuliano Del Gaudio che, “innamoratosi” di Dante e della Divina Commedia, ci racconta il suo progetto.

Sta scrivendo una serie tv sulla prima cantica dell’Inferno della Divina Commedia. Come nasce l’idea?

“E’ stata la conseguenza naturale di un amore, quello per il più grande poeta e artista di tutti i tempi e cioè Dante, iniziato quando avevo appena 8 anni”.

In che modo un bambino così piccolo si è avvicinato ad un’Opera così importante?

“Mio padre, anch’egli attore, me la leggeva spesso. E più andava avanti, più mi appassionavo. Ho amato moltissimo anche Benigni, quando declamava i versi della ‘Divina Commedia’ in Rai”.

Da qui a scriverne una serie tv?

“Mi rendo conto che scrivere una serie Tv sulla ‘Divina Commedia’ sia un’impresa titanica, ne sono consapevole. Ma adesso a 34 anni ho sentito forte dentro di me il desiderio di parlare e di scrivere di questo uomo, che è il più grande genio della letteratura e della poesia di tutti i tempi”.

Dante scrisse la Comedia all’età di 33 anni, “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Anche lei a quest’età ha sentito il desiderio di scrivere di ciò che per lei è importante?

“Esattamente. Ogni verso della ‘Divina Commedia’ parla della mia vita. Il cuore di Dante parla al mio cuore. La sua Opera è un po’ la mia storia. E tutta la grande letteratura è la mia storia, tutto quello che i grandi avevano detto, parlava di me, dei miei amori liceali dei miei grandi amori. Credo che quest’immensa opera sia il più grande atto d’amore mai stato espresso. Ricordiamo che l’ha scritta dopo la prematura morte, a soli 25 anni, del suo grande amore: Beatrice. Proprio lei sarà il personaggio focale nella mia serie tv, che ovviamente toccherà anche il Purgatorio e il Paradiso”.

 Perché?

“Perché Beatrice è l’Amore. Lei è tutto per Dante come lo è per me. Beatrice è tutte le donne che ho amato. Parliamo della rappresentazione di un sentimento puro, incondizionato e leale. E’ la scaletta che porta verso la verità”.

Chi vorrebbe la interpretasse?

“Deva Cassel, la figlia del noto attore Vincent Cassel. Sarebbe perfetta”.

Con Alessandro Gassmann

Sta lavorando a Marina di Camerota. Luogo del cuore?

“Per questioni personali mi trovo qui, nel residence di famiglia. Certamente è un luogo del cuore, anche se spero di tornare nella mia città il prima possibile. Mi piacerebbe girare scene qui e a Napoli, Firenze, Ravenna, Verona, Benevento e, forse, includere anche la Sicilia”.

C’è anche un curioso aneddoto. Lei conosce molti versi di Dante a memoria. Come mai?

“Dei circa 14mila versi ne conosco credo 3mila, ma spero un giorno di impararla tutta a memoria. Ovviamente, adesso mi sto concentrando sulla scrittura”.

Qual è il messaggio che intende comunicare con la sua serie tv?

“Non intendo solo raccontare quanto già letto, seppur grandioso. Trovo affascinante il parallelismo tra l’Inferno dantesco e quello contemporaneo. Se in quello di Dante troviamo i vizi e il degrado umano del Medio Evo, nel nostro ci sono, per esempio, le guerre. Basti pensare all’inferno di quella tra Israele e Palestina. Non dimenticando che la porta dell’Inferno di Dante si trova proprio a Gerusalemme”.

Dalla tv al teatro. Qual è stato il primo amore?

Giuliano Del Gaudio in scena

“Assolutamente il teatro. Dopo essermi diplomato in lingue, ho conseguito anche il diploma presso l’accademia d’Arte drammatica del teatro Bellini di Napoli. Sono stati gli anni più belli, che mi hanno anche insegnato il rigore e il rispetto”.

Napoletano innamorato di Napoli. Che cosa le augura?

“Mi auguro che Napoli, splendida città che racchiude tante influenze culturali diverse, possa risplendere sempre più e vivere di arte e bellezza. Come detto prima ci terrei moltissimo a girare scene della serie anche nella mia città, creando così un parallelismo tra Firenze, che ha dato i natali al Poeta, e Napoli, città con cui Virgilio ha sempre avuto un legame speciale”.

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