Elicantropo, stagione 2014/2015

Anita B.Monti

Sigmund e Carlo Una scena
Sigmund e Carlo
Una scena

Sarà un “amarcord” non nostalgico la diciannovesima stagione 2014/2015 del teatro Elicantropo di Napoli. Un ritorno al linguaggio prettamente teatrale, ai grandi autori e a quelli di nuova generazione. L’omaggio consueto che il direttore artistico rende ogni anno, è quest’anno dedicato a Enzo Moscato. Autore “di riferimento, per “affetto e stima, significativo per noi”. “Sono tornato alle radici forti – spiega Cerciello – al linguaggio di spessore. Sono stanco del teatro che nasce dalla cronaca. Moscato è contro ogni retorica o luogo comune, negli Anni Ottanta contribuì a una rivoluzione culturale insieme con altri esponenti della nostra drammaturgia. All’epoca era necessario cambiare i temi, raccontare Napoli in maniera diversa, non edulcorata. Lui lo fa in modo cinico ma mai freddo. Io lo contamino con citazioni e neologismi”.

Del drammaturgo partenopeo il regista ha scelto i testi d’inizio: “Signurì Signurì”, liberamente tratto da “La pelle” di Curzio Malaparte, e “Scannasurice”. Il primo inaugura la stagione venerdì 10 ottobre e sarà interpretato dalla compagnia degli allievi dell’Accademia dell’Elicantropo, il secondo andrà in scena dal 15 gennaio al 22 febbraio 2015 Scannasurice è un femminello, che va anche oltre l’identità sessuale e sarà interpretato da Imma Villa. “La vera preoccupazione è di non riuscire a restituire quanto scritto dall’autore” commenta l’attrice. Il monologo affronta i temi della precarietà, della solitudine, della disperazione e della ribellione: anima della nostra città. Perdita delle ideologie, senso di responsabilità collettiva in chiave divertente nell’incontro e nei dialoghi di “Sigmund & Carlo”, mimetizzazioni grottesche di due esibizionisti: Freud e Marx, visti e rivisti da Niko Mucci (dal 4 al 7 dicembre).

Signurì, Signurì (foto Andrea Falasconi)
Signurì, Signurì
(foto Andrea Falasconi)

Tra gli altri autori: Shakespeare ispira Alessandro Paschitto che riscrive “Troilo e Cressida. Storia tragicomica di eroi e di buffoni”, messo in scena dal Collettivo LunAzione, ex allievi di Cerciello, che usciti dal laboratorio, portano al teatro le loro proposte, come Yvonne Capece e Walter Cerrotta che propongono “La monaca di Monza” di Giovanni Testori. Parentesi musicale il 27 e 28 dicembre con “Storia di Uno”, concerto dei Rua Port’Alba. A marzo “Www.testamento.eacapo” di e con Luca Trezza. Quindi “Preghiera, Un atto osceno” di Margherita Ortolani. “Dal sentimento della resistenza alla perdita di sé”. Tema ricorrente nel programma e occasione per Cerciello per sottolineare come perfino la resistenza dei piccoli spazi sia complicata da attuare. Dal romanzo “Minchia di re” di Pilati, Isabella Carloni trae lo spettacolo “Viola di mare”. Un felice ritorno è quello di Gianni De Feo, poliedrico interprete e regista, che porta in scena “La vela nera di Teseo” di Valeria Moretti, metafora della ribellione, dell’abbandono degli schemi e delle paure. Dopo sedici anni si ripropone anche Peppe Celentano con “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij con Massimo Maseillo, in chiave inedita, e Gabriella Cerino. Viaggio di espiazione dal delitto al castigo del giovane intellettuale Raskolnicov. Il siciliano Rosario Palazzolo presenta “Letizia forever”, che interpreta la protagonista. Collaboratore e habituée del teatro Elicantropo, Roberto Azzurro presenta la sua invettiva “Unalampa”, riflessioni ed esternazioni di un napoletano (“solo per questo me la posso permettere”) su uno scandalo “che si chiama Napoli”.

Sulla scia dell’amarcord, Carlo Cerciello dà spazio a un altro vecchio amico: Giuseppe Rocca, che per la scena sceglie un autore “incandescente”. “Questo testo –spiega il regista – scritto sei anni prima della nascita della psicanalisi, la contiene tutta”. E’ August Strindberg di cui realizza “La più forte” con Giusi Saija. A chiusura di stagione, la sesta edizione di “Oltre la linea”, percorsi di danza contemporanea e teatro danza a cura di Itinerarte. In programma la nona edizione del Festival “Sensibili al potere”.

Anche quest’anno il Teatro Elicantropo aderisce a Politeatro – Rete dei Piccoli Teatri Metropolitani, con Teatro Area Nord, Théâtre De Poche, Teatro Piccolo Bellini, Start/Interno5.

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