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Emma Dante, da Palermo ai successi internazionali

Danila Liguori

Palermitana, classe 1967, regista, attrice teatrale e drammaturga, la cui produzione artistica spazia tra teatro, cinema, lirica e letteratura. Lei è Emma Dante, che ha raggiunto la massima notorietà nel 2001 con gli spettacoli Carnezzeria (Premio UBU 2001), mPalermu (2003) e Vita mia (2004), conosciuti come la Trilogia della Famiglia.

I TEMI DELLA DRAMMATURGIA

Di cosa trattano le opere della celebre artista? Alcuni dei temi ricorrenti nelle sue opere sono la famiglia come microcosmo sociale, il contesto siciliano, il rapporto fra vita, morte e sesso, l’attenzione per le disuguaglianze sociali e di genere, la demistificazione del potere. La sua poetica, ispirata soprattutto al teatro di Kantor, è fondata su un’estetica essenziale, sulla corporeità degli attori, su “l’inclinazione all’estremo”, devozione e carnalità, violenza, sull’uso polifonico dei dialetti, sul paradosso e il rovesciamento.

LA CARRIERA DI EMMA DANTE: IL TEATRO DI AVANGUARDIA

E’ grazie ad uno spettacolo dello sceneggiatore polacco Tadeusz Kantor, La macchina dell’amore e della morte, che alla fine degli anni Ottanta Emma si avvicina al teatro di avanguardia. Avviene, come da lei stesso definita, una sorta di “folgorazione”, che la porterà alla messa in discussione del teatro tradizionale e la guiderà verso una precisa direzione artistica come registaː “Di Kantor ricordo la macchina scenica che girava E poi mi ricordo lui, Kantor, di spalle.  Era sempre di spalle: mi dava le spalle. Questa cosa mi inquietò e me la ricordo sempre perché le spalle di Kantor per me sono il teatro”.

LA FASE TORINESE E IL RITORNO A PALERMO 

Nel 1990 si diploma come attrice all’Accademia, unendosi poi, nel 1993 e fino al 1995, alla Compagnia della Rocca a Torino, dove lavora con Roberto Guicciardini.  Lasciata Torino, nel 1999 frequenta un laboratorio di canto con Cesare Ronconi. La malattia della madre, alla quale era molto legata, la porta a fare ritorno a Palermo. La sua morte, insieme a quella del fratello, avvenuta un anno prima, conducono Emma Dante ad un profondo ripensamento sul tipo di teatro e di scrittura drammatica sperimentate fino ad allora, così come ad una revisione del rapporto con la sua città natale.

LA COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE

Nel 1999 la svolta: spinta dal desiderio di esplorare una nuova forma di teatro, Emma Dante fonda la compagnia Sud Costa Occidentale, con sede in una cantina ribattezzata La Vicaria, dal nome di un ex carcere dove si svolgevano i processi alle donne accusate della stregoneria. Il nome della compagnia è significativo: “In primo piano il Sud, la nostra lingua, le nostre storie, e poi specificato, quale sud: la costa occidentale della Sicilia”. Fin dagli esordi Dante decide di affidarsi ad attori provenienti dall’accademia, perché più preparati sui classici e sulle basi della recitazione teatrale.

Il successo arriva nel 2001 con lo spettacolo mPalermu, che vince il Premio Scenario e nel 2002 il Premio Ubu.

le sorelle macaluso

“LE SORELLE MACALUSO” DEL 2014

Grandissmi successo per “Le sorelle Macaluso”. Il passato e il presente, il mondo dei vivi e quello dei morti si mescolano in questa storia familiare, una sorta di danza macabra che ha per protagoniste sette sorelle riunite per una veglia funebre, trasformata in un momento dello spettacolo in “una battaglia da teatro dei Pupi”, dove i personaggi, armati di spada e scudi, mimano le gesta delle antiche marionette. In scena i temi della famiglia, della povertà, dei ruoli di genere all’interno del contesto siciliano.

Vincitrice del premio Ubu nel 2014, la pièce teatrale nel 2020 è stata adattata dalla stessa Dante per il grande schermo, con il titolo omonimo; in concorso alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha ottenuto il Premio Pasinetti e nel 2021 il Nastro d’argento.

“MISERICORDIA” DEL 2020

Altro grande successo per l’artista palermitana è “Misericordia”. Una favola moderna in cui prendono vita tre donne e un ragazzo menomato, che vive con loro nel degrado di una baracca in una Sicilia periferica, fatiscente. Durante il giorno, le donne lavorano a maglia, mentre la sera offrono ai passanti i loro corpi. Le donne si prendono cura come possono di Arturo, il ragazzo rimasto orfano, in un contesto talmente miserabile da convincere le donne a cercare per lui una sistemazione diversa.

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Lo spettacolo, co-produzione tra il Piccolo Teatro di Milano e la Compagnia Sud Costa Occidentale, viene insignito del Premio 2020 dell’Associazione nazionale Critici di Teatro per “un congegno teatrale perfetto per densità concettuale e sguardo pietoso sulle fragilità umane”, vale inoltre il Premio Ubu 2020-21 come miglior attrice a Manuela Lo Sicco.

Così ne parla l’autrice durante un’intervista video a Vanity Fair: “Femmina penso se penso l’umano è un verso della Ballata delle donne di Sanguineti che utilizzo come inizio delle note di regia di Misericordia, perché è un inno alle donne. Donne come rappresentanti dell’umanità, della pace e non della guerra. Tratto del tema della solitudine e di come tre donne salvino un ragazzino. E’ un racconto familiare del disagio al limite del decoro e della dignità umana”.

(In copertina Emma Dante ne “L’angelo del focolare” – archivio NT) 

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