Emozionante monologo di Gifuni su Moro

Maresa Galli

Al Teatro Nuovo di Napoli dal 15 al 18 febbraio 2024 è in scena “Con il vostro irridente silenzio”, monologo di Fabrizio Gifuni, autore interprete e regista. Gifuni, rivolgendosi in prima persona al pubblico, racconta in una breve introduzione di voler mettere in scena un piccolo esperimento teatrale, che consiste nel verificare se il Memoriale di Aldo Moro, definito da Marco Bellocchio “Moroteca di Babele”, è ancora materia viva e suscettibile di interesse e dibattito. O, invece, è diventato materiale inerte e freddo.

Spiega Gifuni che il Memoriale e le lettere di Moro, centinaia di pagine autografe scritte dal politico nei 55 giorni del suo sequestro, sono giunti a noi in tre momenti, a partire da aprile 1978, quando Moro era ancora in vita e prigioniero delle BR, passando poi per il recupero di materiale realizzato a ottobre 1978 dal nucleo speciale antiterrorismo del generale Dalla Chiesa nel covo BR di via Montenevoso a Milano, fino al materiale recuperato nello stesso appartamento di Via Montenevoso nell’ottobre 1990.

Fabrizio Gifuni (foto Galli)

Sono un uomo di teatro, e come tale ho fiducia nei testi che possono rivelare più di quanto siamo disposti a credere”, afferma l’autore che legge alcune lettere e diverse pagine del Memoriale dello statista, tracciando un quadro lucido della storia politica dell’Italia repubblicana e dei suoi protagonisti.

Commoventi le lettere indirizzate alla cara moglie Noretta, al figlio Giovanni, alla figlia Agnese, all’adorato nipotino Luca. Sdegnate, incredule invece le lettere indirizzate ai suoi compagni di partito, le sue considerazioni sulla “ragione di stato” e sulla cosiddetta linea della fermezza che caratterizzò la sua tragica vicenda.

La lettura di Gifuni è intensa, senza pause, commossa, con una gestualità asciutta e un leggero accento pugliese che ricordano la sua splendida interpretazione dello stesso Moro nel film di Bellocchio “Esterno notte”. Se il teatro è la vera casa dei fantasmi, i fantasmi della nostra storia richiedono silenzio, ascolto, comprensione, in modo quasi rituale. A quanti ritengono che la memoria storica sia sconcia, divisiva, un “fastidioso inciampo” come ha scritto Miguel Gotor, consigliamo di assistere al monologo di Gifuni, profondo necessario, che prova a illuminare angoli oscuri della nostra storia recente, sulla quale gravano ancora troppi misteri.

Interminabili applausi alla prima.

(foto di copertina di ©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

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