Fascino e sensualità della Sciantosa

Redazione

Serena Autieri
Serena Autieri

Vestirà i panni di Elvira Donnarumma, la figura simbolo del cafè chantant, Serena Autieri, protagonista dello spettacolo La Sciantosa – ho scelto un nome eccentrico che sarà in scena al teatro Diana di Napoli dal prossimo 5 novembre (fino al 16). Ma sarà Pulcinella, Ninì’ Tirabusciò con la sua mossa: sarà Napoli con le sue sfaccettature. La regia è di Gino Landi, Alberto Pizzo, al pianoforte, dirige il gruppo dei musicisti dal vivo: chitarra e mandolino con Luca Natale, batteria e percussioni di Enrico del Gaudio, contrabbasso di Roberto Giangrande, fiati di Marco Spedaliere.

Ho voluto rileggere in chiave nuova e attuale il cafè chantant – spiega Serena Autieri, dalla fiction ai grandi paloscenici – con un lavoro di ricerca e rivalutazione nel repertorio dei primi del ‘900, da brani più conosciuti e coinvolgenti, sino a perle nascoste come “Serenata napulitana” e “Chiove”, oggi ascoltabili solo con il grammofono a tromba. Tra una rima recitata e una lacrima intendo riportare al pubblico quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni e americani che Napoli ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra. Ho voluto fortemente mantenere il clima provocatorio e sensuale di quei Caffè, e ricreare in teatro quel rapporto senza rete con il pubblico, improvvisando, battibeccando, fino a coinvolgerlo spudoratamente nella ‘mossa’, asso nella manica di tutte le sciantose”.

Incontrare la sciantosa e il suo “nome eccentrico” vuole dire aprire un baule magico – aggiunge l’autore Vincenzo Incenzo – con un immenso tesoro dentro. Vuole dire tuffarsi anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità. “‘A tazz’ ‘e cafè”, “Come facette mammeta”, “I’ te vurria vasa’”, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo che verrà”.

 

 

CANZONI DELLO SPETTACOLO

Capinera – Giuliani (1918)

Palomma ‘e notte – Di Giacomo / Buongiovanni (1907)

Popolo-po’ – Murolo / Di Chiara (1917)

Fenesta vascia – Genoino / Cottrau (1825)

Lily Kangy – Capurro / Gambardella (1905)

I’ te vurria vasà – Russo / Di Capua (1900)

Guapparia – Bovio / Falvo (1914)

Come facette mammeta – Gambardella / Capaldo (1906)

Santa Lucia luntana – E.A. Mario (1919)

Ninì tirabusciò – Gambardella / Califano (1911)

‘O surdato ‘nnamurato – Califano / Cannio (1915)

Core ‘ngrato – Sisca / Cardillo (1911)

‘A tazza ‘e cafè – Capaldo / Fassone (1918)

Chiove – Bovio (1923)

Reginella – Bovio / Lama (1917)

 

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