Frangipane: “Mi interessano i temi universali”

Angela Matassa

Ha un curriculum artistico di tutto rispetto. Francesco Frangipane, attore, regista, sceneggiatore, porta in scena al Teatro Diana di Napoli dal 28 febbraio al 10 marzo 2024 La sorella migliore con Vanessa Scalera, Daniela Marra, Giovanni Anzaldo e Michela Martini.

Frangipane, che regia ha ideato per questo testo di Filippo Gili?

“Ho ambientato l’azione in un interno familiare, con mobili e oggetti reali da una parte, e pareti e quadri da immaginare, dall’altra”.

Due stili diversi?

“Mi piace creare situazioni vere in cui gli attori si muovano in maniera realistica. Ad esempio mangiano davvero in scena. E dall’altra, una situazione astratta, in un gioco continuo tra l’una e l’altra visione”.

Ha inserito musica nella messinscena?

“Sì, ma non si tratta di un accompagnamento all’azione. E’ un tema scomposto fatto di suoni, distorsioni, percussioni. La musica, ideata da Roberto Angelini, racconta i sentimenti dei personaggi, ed è inserita solo tra un quadro e l’altro”.

Vanessa Scalera è attualmente una delle attrici più amate ed acclamate, ma lei, invece, l’”ha scoperta da tempo”.

“Beh, direi che Vanessa si è scoperta da sola. E’ vero, però, che siamo cresciuti insieme. Collaboriamo dal 2009. Abbiamo lavorato più volte per lo stesso spettacolo e ci capiamo a volo”.

Vanessa Scalera in “La sorella migliore”

Lo stesso vale per l’autore.

“Sì. Anche con Filippo Gili c’è un’antica amicizia e una bella collaborazione. E’ un autore come pochi: scrive la vera tragedia contemporanea. Abbiamo la stessa idea di teatro”.

Cioè?

“A me piace affrontare grandi temi universali, attraverso situazioni quotidiane e familiari, ambientate ai nostri giorni. I temi sono quelli esistenziali, che toccano tutti: l’addio in vita, la morte. Ne La sorella migliore si affronta il senso di colpa, vissuto non solo dalla parte di chi ha commesso l’errore, ma anche da quella della famiglia che l’ha subito”.

Lei, inoltre ha fatto parte del corpo docenti della bottega dell’attore di Gassmann. Ha lavorato con Marco Risi, Rigillo. Si è espresso sul set, in teatro e anche in televisione. Ha una preferenza?

“Per la gran parte del mio lavoro, mi sono dedicato alla scena, al cinema mi sono affacciato da poco, ma conto di continuare, sperando di riuscire nell’idea che ne ho. Come direttore del Teatro Argot, un piccolo spazio a Roma, ho imparato a realizzare spettacoli con testi e recitazione, che mi permettono di lavorare sulle sfumature. E’ come se il pubblico fosse in primo piano, perché vicinissimo. Mi piacerebbe fare un cinema in cui portare l’esperienza teatrale”.

Frangipane. Sul set del film

Parliamo dei progetti.

“Teatralmente, c’è la tournée di questo spettacolo. Per quel che riguarda, invece, il cinema posso annunciare che il 13 giugno prossimo uscirà in tutte le sale “Dall’alto di una fredda torre”, prodotto da Lucky Red, dopo il debutto alla Festa del cinema di Roma, che ci ha premiato. Con Bonaiuto, Scalera, Colangeli, Pesce. Il testo è sempre di Gili, la musica di Angelini e il tema importante: riguarderà la scelta. Due gemelli debbono decidere quale dei due genitori salvare da una grave malattia. Il tentativo è sempre quello di proporre un tema universale in situazioni attuali”.

Ma lei, dà le risposte?

“La risposta è quella che lo spettacolo porta con sé. Ciò che conta è che gli spettatori tornino a casa ponendosi le stesse domande dei personaggi, alle quali daranno le proprie risposte”.

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