COLLEGHI E FRATELLI: I GALLO

Angela Matassa

L’hanno intitolata “Torniamo avanti”, una festa più che uno spettacolo,
per ripercorrere le tappe della loro carriera insieme. Parliamo dei fratelli
Gianfranco e Massimiliano Gallo. Nella messinscena, hanno inserito
pezzi di teatro, spezzoni di film, di sketch televisivi e il cabaret,
nel quale hanno cominciato a lavorare insieme ventidue anni fa. “
Essere fratelli oltre che colleghi è importante – dice Massimiliano –
C’è tra noi un rapporto che va oltre la professione, è la nostra vita”.

“Io avevo cominciato poco prima, nell’81 con Roberto De Simone – racconta Gianfranco – All’insaputa di tutti mi feci presentare al Maestro. Mi scritturò subito per “La figlia di Jorio di D’Annunzio. Invece sostituii Pino Di Vittorio in “Eden teatro” di Viviani. Non ho più smesso”.

Figli d’arte, sono andati anche oltre l’attività soprattutto canora di papà Nunzio. “Era contento per noi, ci stimava, non è mai stato invadente.  – ricordano – Sapeva che era già difficile portare questo cognome. Ci ha lasciato crescere dandoci una grande lezione di professionalità e disciplina. E’ stato una guida preziosa”.

Al Totò saranno insieme dal 10 al 20 febbraio con “Non cambiare mai”. “E’ l’ultima commedia che ho scritto. – spiega Gianfranco – Tocca il tema della Rete, che crea gruppi e contatti, ma che in realtà produce solitudine e isolamento. Il testo è comico, con diversi finali, che lasciano al pubblico la libertà d’interpretare, di dare la propria versione”. Con i Gallo, saranno in scena Yuliya Mayarchuk   e Alan De Luca. “Yuliya  lavora con noi da anni e per la prima volta non sarà una straniera. Sta studiando anche il napoletano. Quanto ad  Alan – commenta Gianfranco, che dirige lo spettacolo – ha grandi possibilità interpretative sia comiche che drammatiche. Comincia con noi un nuovo percorso artistico”.

Come autore è sempre all’opera: sta scrivendo la versione teatrale di “Un turco napoletano”, in scena al Cilea a febbraio, interpretato da Giacomo Rizzo e diretto da Enrico Maria Lamanna. “L’ho scritto pensando a Mario Scarpetta  e alle diverse opinioni che avevamo delle commedie del bisnonno. Io credo che vadano contaminate, come lui stesso amava fare. Ho reso il protagonista più una maschera seicentesca che una vittima. Il Sosciammocca di Rizzo sarà un Pulcinella, ma  surreale, perché Giacomo è un comico feroce dall’animo puro, arricchirà la messa in scena e sarà la chiave  che aprirà al pubblico i miei giochi e le mie parole. Sarebbe assurdo pensarlo alla Totò. Mi sono distaccato da questa pericolosa sovrapposizione per liberare la commedia dal peso di un personaggio unico e inimitabile, restituendole  la bella dimensione teatrale che dovette avere in origine”. Il testo è arricchito da canzoni e musiche. “Le sto scrivendo, saranno piuttosto songs da teatro musicale, quasi delle presentazioni dei personaggi. Dedico questo testo a Aldo Giuffré, non solo perché era presente nel film, ma soprattutto perché ha avuto sempre fiducia in noi, affidandoci la prima regia”.

Dal teatro al cinema alla televisione, Massimiliano sarà il protagonista con Riccardo Scamarcio della fiction per Rai Uno “Il segreto dell’acqua”. “Interpreto  un killer palermitano  – racconta – Abbiamo girato tra la Sicilia e Roma”. 

Dopo “Fortapàsc” e “Mine vaganti” per il cinema è impegnato nelle riprese di “Mozzarella story”, con Luisa Ranieri e Aida Turturro,  opera prima del regista Edoardo De Angelis, girato a Caserta. “Interpreto un cantante neomelodico che sogna concerti  nei grandi teatri del mondo. Canterò  “Indifferentemente” e canzoni scritte apposta per il film da Riccardo Ceres”.

Napoletani doc, ma ‘sdoganati’. Che atteggiamenti riscontrate verso i meridionali? “Nelle forme d’arte Napoli primeggia sempre. Come cittadini viviamo uno dei periodi peggiori degli ultimi cinquant’anni – dice Massimiliano – Non sono ottimista. C’è un degrado sociale e culturale che mi addolora  molto”. Non la pensa allo stesso modo Gianfranco. “La maggior parte del napoletani è per bene. Io ho delle speranze”.

Intanto, ha dato vita anche a uno stage teatrale con un gruppo di ventidue elementi che a chiusura dello scorso anno ha messo in scena “Donne in cerchi d gesso”. “Parla della violenza sulle donne, un tema serio che mi ha molto appassionato”.

 

 

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