Freud va a teatro

Renato Aiello

Un momento della presentazione
Un momento della presentazione

 IL LETTINO DEL PAZIENTE DIVENTA UNA POLTRONA

Il rapporto tra teatro e psicoanalisi affonda le radici nella nascita stessa della disciplina medica, dal momento che Freud non esitò a servirsi dei paradigmi e delle storie di miti e tragedie greche per spiegare i processi inconsci ed esplicare così i famosi complessi dell’individuo. Letteratura, arte e cinema sposano ormai da tempo le teorie psicanalitiche e allo stesso modo fa anche il teatro, la forma d’arte più diretta e per questo motivo più affine alla spontaneità della seduta psicanalitica. Dal lettino dell’analista alla poltrona dello spettatore così il passo diventa breve, considerando le similitudini tra personaggi e pazienti, costretti entrambi a guardarsi dentro e a scoprire se stessi in un gioco di specchi che dai molteplici stati di personalità pirandelliani rimanda al “dramma dentro il dramma” di shakesperiana memoria.

Nunzia Schiano in scena
Nunzia Schiano in scena

L’idea di questo parallelo è venuta in mente alla giovane psicoterapeuta Alessia Pagliaro che ha realizzato l’iniziativa dal titolo Teatro e Psicoanalisi nel quadro delle attività del teatro Sancarluccio di Napoli, un progetto che prevede quattro spettacoli da novembre a marzo, ognuno dei quali incentrato su un tema psicanalitico e interpretato da un noto attore della scena teatrale partenopea. I nomi di Nunzia Schiano, Massimo Andrei, Gea Martire e Rosaria De Cicco ci accompagneranno infatti fino all’8 marzo in un percorso di scrittura e dibattiti piuttosto innovativo nel panorama teatrale.

Ogni spettacolo domenicale, della durata media di un’ora, sarà seguito da una discussione moderata dalla dottoressa Pagliaro e in cui verranno sollevati i temi trattati e si coinvolgerà il pubblico in un’ottica interattiva e osmotica. Questa mattina al teatro di San Pasquale a Chiaja è stato presentato il piccolo cartellone col primo titolo che andrà in scena da fino a domenica ossia “Femmene” interpretato da Nunzia Schiano su testi di Myriam Lattanzio (che canta) e Anna Mazza per la regia di Niko Mucci, “una sorta di Aspettando Godot al femminile” ha spiegato l’attrice, “dove assisteremo a un gruppo

Gea Martire
Gea Martire

di donne che aspettano, anche se non si sa bene cosa, confermando un’abitudine tipicamente napoletana”. Massimo Andrei nel successivo “Un Pop Antico” mette in scena il difficile passaggio dalla tradizione della cucina napoletana verso quella molecolare, con tutti gli estremi del caso e gli effetti di una ricerca di metodo che attinge alle cripte dell’inconscio. Il monologo di Gea Martire si affida invece con “Vulio” al tema del desiderio, “inteso in particolare nel senso di libertà” sottolinea l’interprete, “nell’impegno di conoscere e riconoscere se stessi prima di tutto”, mentre la De Cicco con “Almost famous ovvero Io e le donne” indaga sul tema dell’identità femminile. “Leggerezza e profondità saranno i denominatori di questa iniziativa – assicura la Pagliaro – e il nostro obiettivo sarà quello di rappresentare esperienze di vita e offrire una sublimazione catartica agli spettatori anche attraverso una buona risata”.

Massimo Andrei in una scena di "Un pop antico"
Massimo Andrei in una scena di “Un pop antico”
Rosaria De Cicco
Rosaria De Cicco

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