Gli amori criminali di Tina Femiano

Maresa Galli

Tina Femiano

Proseguono con successo di pubblico gli appuntamenti del Teatro cerca Casa. Tocca a Tina Femiano dare vita alle drammatiche testimonianze di Amori criminali, per la regia di Carmen Femiano. La prima edizione della rassegna teatrale, che inserisce anche alcuni momenti di musica, accende di emozioni appartamenti di Napoli e provincia. Nata da un’idea di Manlio Santanelli, vede attente organizzatrici Ileana Bonadies e Livia Coletta. Gli attori, i registi, la drammaturgia in scena sono quelli dei grandi teatri, dei grandi autori contemporanei che rinunciano a più ampie scenografie per lasciare intatto il mondo delle emozioni, ancor più palpabili negli spazi casalinghi che annullano le distanze e creano un unico momento comunicativo.

“Amori criminali” è una miscellanea di testi forti, drammatici, di storie di donne distrutte da sentimenti impossibili, tratte da “Il mio cuore nelle tue mani”, di Manlio Santanelli, “Niente più niente al mondo”, di Massimo Carlotto, “La Pescivendola”, di Roberto Cavosi, e “L’assenza”, del giovane Ciro Marino. Apre e chiude il racconto “Santina e il Re”, di Patrizia Rinaldi, per conferire un’aura di nobiltà, di universalità ai fieri sentimenti dell’universo femminile. La Femiano, straordinaria attrice, si trasforma per raccontare storie di perdenti, come quella di Arturo, il marito-assente che ricorre al Viagra, distrutto dal licenziamento, fagocitato dalla vita. Il racconto si fa assenza di padre, di marito, assenza. La donna diviene eroina del quotidiano, suo malgrado, rinunciando ai propri sogni per combattere contro l’ostilità della figlia, crudele adolescente. E diviene madre di Attilio Romanò, afflitta dal dolore senza cura, da un’esistenza priva di giustizia, dimenticata dalla legge e dagli uomini. Una risata amara ci si concede con la storia di Gennarino scippatore, difeso dalla madre al cospetto di San Gennaro perché in fondo è ‘nu buono guaglione, un uomo vero. La storia più drammatica, che colpisce come un pugno, è quella de “La Pescivendola” nella quale la Femiano quasi si strania, con l’impiego sapiente dei giochi di luci e ombre dell’attenta regia.

“Ogni appuntamento è un’emozione diversa – rivela l’attrice – e si avverte tutto il calore del pubblico, gratificante”. Dal 7 al 10 marzo Tina Femiano sarà in scena alla Sala Ichos a San Giovanni a Teduccio con “Le ore della mia giornata” di Ciro Marino, musiche di Max Carola. Si affronteranno, come sempre nel suo teatro, ampie tematiche dalla parte delle donne, per riaffermare l’importanza di piccole realtà teatrali di resistenza mai come oggi difficili ma fondamentali.

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