Gli scatti rubati

Angela Matassa

Sono solo 48 su oltre ventimila scatti, le fotografie di Giovanni Biccari, esposte nella Mostra Emozioni e Palcoscenico Fotografie di Scena 1988-2018. A Napoli al PAN dal 4 al 14 ottobre 2018.

Renato Carpentier iin “La caduta”

Un’esposizione, curata da Luca Sorbo, che getta e insieme lancia uno sguardo su alcuni protagonisti della scena italiana. Momenti di recitazione colti con l’obiettivo, che mostrano espressioni di gioia, stupore, dolore. Gesti, volti fissati per sempre e irripetibili come lo è l’atto del fare teatro. Ogni replica è diversa dall’altra, si sa, e le espressioni degli attori, per quanto in ruoli ripetitivi, non sono mai perfettamente identiche, sera dopo sera.

Gianni Biccari, fotografo di scena nonché di teatro di figura da trent’anni, insieme con il curatore, ne ha scelte alcune dividendo il lavoro in diverse sezioni. “Gli scatti di Gianni – scrive Luca Sorbo, docente di Storia della Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli – sono un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per nuove ricerche visive e nuovi percorsi creativi”.

Così, una Lina Sastri/Filumena Marturano colpisce l’occhio del visitatore sulla parete dedicata allo Sguardo. Accanto alla sua, immagini in bianco e nero riportano altri momenti essenziali degli spettacoli prescelti. Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Luisa Conte, Luca De Filippo, Cristina Donadio, Isa Danieli, Nando Paone, Peppe Barra, Concetta Barra, Vincenzo Salemme, Renato Carpentieri, Giacomo Rizzo, Mario Scarpetta, Paola Pitagora, Benedetto Casillo,tra gli altri, testimoniano il lungo percorso fotografico di Biccari, iniziato con le prime sperimentazioni nei teatri off agli spettacoli d’oggi, sui più importanti palcoscenici di Napoli. C’è un giovane Toni Servillo, che recita Moscato, un Peppe Lanzetta in una delle prime interpretazioni.

Massimo Ranieri e Patrizia Spinosi in “Liolà”

I fotografi sono capaci di guardare oltre. – scrive Giulio Baffi nel suo intervento per il catalogo – E se sono generosi a volte ci mostrano i loro sguardi segreti costringendoci al gioco dello stupore e del confronto. Lo fa Gianni Biccari con la sua mostra di scatti rubati al teatro in trent’anni di lavoro. Rubati certo, perché nessun attore può sapere davvero quando e cosa un fotografo a cui è consentito entrare in sala con il suo strumento di lavoro, fermerà per dare testimonianza di un incontro come quello che sta vivendo”.

Un contributo interessante di un artista nascosto, quale il fotografo, eppure, protagonista del Teatro al pari degli attori.

 

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