Grande prova per Lojodice

Maresa Galli

Una scena
Una scena

Sono 60 anni di teatro quest’anno: 20 con Visconti, 40 con Aroldo Tieri. Cosa pretendere di più? Voglio smettere. Sì, ho deciso di non recitare più”. Questa la dichiarazione della grandissima attrice Giuliana Lojodice, in scena al Teatro Mercadante di Napoli con La professione della signora Warren. Il testo di George Bernard Shaw, che fa parte della raccolta “Commedie sgradevoli”, denuncia con pungente, raffinata ironia l’ipocrisia della società contemporanea, ovvero di quella conservatrice vittoriana. Firma la regia dell’opera Giancarlo Sepe che ne cura anche traduzione e adattamento.

D’avanguardia nel 1898, quando Shaw lo scrisse, subendo la censura, denunciava che esiste una prostituzione non solo femminile (“non si prostituiscono i politici o i giornalisti?”). La storia è quella della benestante signora Kitty Warren che si è arricchita gestendo case di tolleranza. Decide di acquistare una villa per viverci con l’amata figlia Vivie che non sa nulla del mestiere della madre. Ribelle, rigida, apparentemente anticonformista, Vivie (Federica Stefanelli) non esiterà a processare e rifiutare la madre. Nel cast Giuseppe Pambieri, Pino Tufillaro, Fabrizio Nevola. La signora Warren è “colpevole” per la morale, colpevole di essersi liberata di un passato di fame e stenti sfruttando la giovanile bellezza, ma lo sono ancor di più i personaggi maschili: l’amico Praed, il reverendo Samuel Gardner, ipocrita che forse è il vero padre di Vivie (vestito da stagionato rocker), suo figlio Frank che vuole sposare Vivie per la sua posizione economica, Sir George Crofts, vecchio amico di Kitty che si è arricchito anche lui illecitamente e che oggi, dopo aver amato la madre, concupisce la giovane figlia… Per vizio, per sesso, cosa importa… Proprio Vivie, brillante neolaureata a Cambridge, vissuta in collegi di lusso e che ha sempre visto poco la madre, rifiuta quel denaro “sconveniente”, i sacrifici della madre, la madre stessa. Un bel campionario di personaggi sgradevoli, ipocriti, cinici e superficiali che si rivelano in dibattiti serrati, in confronti impossibili che processano la società borghese dell’epoca, qualunque società imponga una morale perbenista. Per l’autore inglese la prostituzione non va letta quale colpa individuale ma piaga sociale. Una società maschilista condanna la donna che sbaglia ma non il nobile, l’arrivista, il giovane rampante che si vendono per denaro o per carriera.

Superba prova d’attrice per una signora del teatro italiano con oltre quarant’anni di palcoscenico alle spalle e tanti prestigiosi riconoscimenti. Straordinario anche Giuseppe Pambieri nel ruolo di Sir George Crofts. Un bel lavoro che andava però sforbiciato, sottolineato dalla colonna sonora di Davide Mastrogiovanni volutamente continua, fastidiosamente presente per amplificare gli sgradevoli dialoghi. Attualità di Shaw che anche oggi, con la sua graffiante penna, avrebbe di che denunciare…

 

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web