I Drughi cantano con Morgan

Redazione

Ha ripreso la versione drammaturgica dello stesso autore per proporre nel suo teatro Bellini di Napoli (dall’1 al 13 aprile) Arancia meccanica di Anthony Burgess. Il regista Gabriele

La scena di Roberto Crea
La scena di Roberto Crea

Russo spiega le motivazioni che lo hanno spinto a realizzare questo spettacolo dal testo diventato celebre grazie alla versione cinematografica di Stanley Kubrick del 1971. Interpretato da Alfredo Angelici, Marco Mario de Notaris, Martina Galletta, Sebastiano Gavasso, Alessio Piazza, Daniele Russo, Paola Sambo, gode delle musiche composte da Morgan. “Trovando nella parte musicale uno degli elementi distintivi dell’opera, – spiega il regista – è stato naturale pensare ad un musicista fuori dagli schemi, prorompente ed originale, un musicista che in qualche modo somigliasse ad Arancia Meccanica, Marco Castoldi, in arte Morgan”.

Da parte sua il musicista ringrazia per l’occasione “fantastica”. “Le mie saranno canzoni assurde, – dice – libere da riferimenti radiofonici, un delirio verbale. Mi sono un po’ allontanato dalla colonna sonora originale. Da tempo lavoro su musica classica ed elettronica: Beethoven è un virile nel senso più deteriore, usa l’accetta, un vero crucco. La mia sarà una musica severa quasi nazista, insomma molto cattiva”

“A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo – continua Russo – ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo, presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all’indottrinamento di un “pensiero unico”. Se negli anni Sessanta quei temi stavano appena cominciando a diventare materia di argomento e riflessione, oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti. Nella prima parte, al linguaggio originale e caratterizzante dei 4 drughi, si alternano canzoni in versi corredate di libretto e spartito scritto dallo stesso Burgess, aspetto che almeno nella struttura se non nel contenuto mi ha fatto pensare ad un testo brechtiano.

Così come nel romanzo la storia viene raccontata in prima persona da Alex, il capo carismatico dei Drughi, nella messinscena tutto sarà vissuto come se ci trov assimo in un suo incubo”. La scena sarà una scatola nera al cui interno si materializzeranno le visioni di Alex, installazioni di arte contemporanea che si autodistruggeranno nella scena successiva. Un mondo rarefatto e onirico in cui però avvengono cose reali.

Una riflessione su bene e male, sul concetto di libertà, di colpa e di giustizia, sulla violenza del singolo individuo e quella della società.

Mercoledì 2 aprile, alle ore 21:00, singolare incontro con i Drughi di “Arancia meccanica”. Solo per una sera, saranno all’ Archivio Storico di Napoli per consumare, con chi lo vorrà, un inedito “latte corretto”. L’ingresso è libero.

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