Il cosmonauta del sorriso

Maresa Galli

Joe Barbieri (foto di Carlo Arace)
Joe Barbieri
(foto di Carlo Arace)

Un teatro, l’Acacia di Napoli, nel quale ritrovarsi come in un jazz club dove si annulla la distanza tra musicisti e pubblico ansioso di farsi cullare dalle note di “Cosmonauta d’appartamento” e altri successi di Joe Barbieri. Con lui un formidabile ensemble: Antonio Fresa al pianoforte, Giacomo Pedicini al contrabbasso, Stefano Iorio al violoncello, Sergio Di Natale alla batteria, Marcello Giannini alle chitarre e Robertinho Bastos alle percussioni. Il canzoniere di Barbieri cuce insieme poesia e ritmo brasiliano, bossa e samba, jazz e canzone d’autore, uno stile che ha triturato la lezione di Bindi, Martino, Ciampi, Conte ma anche de Moraes e Toquinho.

Ed è un poeta che canta con la sua irresistibile voce suadente “La Matematica di un sentimento”, “Chiedi alla polvere”, “Subaffitto”, “L’Arte di meravigliarmi”, “Nel Bene E Nel Male”, “Cicale E Chimere”, “Un arrivederci in cima al mondo” e le altre perle del nuovo album edito da Microcosmo, la sua etichetta. Alterna successi come “Normalmente”, “Sostanza e forma”, “Zenzero e cannella” cantate con il pubblico e intercalando l’omaggio ad un amico che non è più (ma forse è sempre), Pino Daniele e alla sua ‘’Che ore so’ ‘’. Scenografia di sogno con stelle cadenti e barche di carta amplificano le emozionanti note di Antonio Fresa al pianoforte, gli assoli di violoncello, la trascinante ritmica. Nel suo canzoniere che racconta il viaggio, interiore e “fisico” in giro per il mondo, che fortifica perché poi si può sempre tornare alla propria Itaca, alle proprie radici, echi di grande jazz e armonie che spiazzano, perfette e mai involute capaci di inventare atmosfere universali, coinvolgenti.

L'ensemble (foto di Carlo Arace)
L’ensemble
(foto di Carlo Arace)

Non a caso l’album si avvale del contributo di Hamilton De Holanda (in “Cosmonauta da appartamento”, un choro che sembra scritto per il musicista brasiliano), di Luz Casal, La Shica, Peppe Servillo. In un’epoca di crisi di idee e di mercato musicale Barbieri spopola anche all’estero e da “In Parole Povere” a “Maison Maravilha”, da “Respiro” a “Chet Lives!” dimostra quanto il suo linguaggio musicale sia unico e universale, fusione di emozioni e irresistibili melodie. Le sue collaborazioni con artisti del calibro di Omara Portuondo e Jorge Drexler, Stacey Kent e Stefano Bollani, Gianmaria Testa e Pino Daniele mostrano che la buona musica è viva e tocca tutti i sensi. Prende in parola Kostantinos Kavafis (“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze”).

Dopo lo smarrimento e il percorso esperito “al lordo della sua polvere” di fantiana memoria si riscopre la leggerezza del sorriso che abbiamo smarrito. Per imparare nuovamente a meravigliarci. Joe Barbieri è nobile cosmonauta sia tra le mura di casa che tra le braccia del mondo.

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