Il Laureato se ne va

Renato Aiello

Mike Nichols
Mike Nichols

Ci ha lasciato alla veneranda età di 83 anni una leggenda del cinema americano, Mike Nichols, il regista che con “Il laureato”, film cult che gli fruttò l’unico Oscar in carriera, si mise a picconare un’epoca, aprendo di fatto le porte al ‘68. Quello della famosa Signora Robinson interpretata da Anne Bancroft è solo uno dei tanti personaggi femminili a cui diede spessore e carattere: impossibile dimenticare la Liz Taylor di “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, sua prima regia che lo lanciò subito verso Hollywood, o la Melanie Griffith di “Una Donna in Carriera – Working Girl”. Con “Silkwood” rinnovò un cinema di impegno civile, regalandoci una Meryl Streep in stato di grazia, operaia in lotta contro gli industriali responsabili dell’inquinamento chimico in una storia vera. Ma la sua attenzione era concentrata soprattutto sui rapporti di coppia provocatori come quello tra il giovane Ben e la più matura Mrs Robinson, sull’eterna guerra tra donne e uomini (“Closer”, “Chi ha paura di Virginia Woolf?”), e nel suo ultimo lavoro televisivo “Angels in America” anche sulle frizioni tra coppie eterosessuali e omosessuali nella New York scioccata dallo scoppio dell’Aids in piena era Reagan. Autore controcorrente e innovativo, Nichols dava spesso ai suoi film un’impronta teatrale, sia per la derivazione delle opere dal palcoscenico (fu anche regista teatrale insignito del Tony Award, l’alloro del teatro americano) che per un preciso intento espressivo volto alla rappresentazione claustrofobica e intimista delle relazioni umane. Girò in Italia a Villa Adriana a Tivoli il finale della serie tv “Angels in America”, ricostruendo un suggestivo paradiso tra le rovine del complesso di Adriano, e sarebbe bello se adesso che se ne è andato stesse ripercorrendo proprio quel set antico così carico di emozioni.

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