Il rosso sangue colora la Medea di Borrelli

Angela Matassa

Un’ovazione ha accolto la pièce teatrale di Mimmo Borrelli dedicata a Medea, la madre assassina. Tratto da “La Madre. I figli so’ piezze ‘i sfaccimma”,  Malacrescita è andato in scena al Teatro Bolívar di Napoli in un’unica data.

Il vulcanico drammaturgo bacolese ha coinvolto gli spettatori con la musicalità del suo linguaggio e con la imponente fisicità. Un effluvio di versi e gesti potenti hanno inchiodato il pubblico, come accade sempre alle sue performance.

Borrelli racconta una sua personale versione della storia di Medea, ambientata negli Anni Sessanta nella sua zona di nascita. Maria Sibilla Ascione, giovane ragazza flegrea, maltrattata dalla barbarie maschile, subisce il padre violento e la società del malaffare. Produttore di vino, affiliato alla criminalità, il padre per arricchirsi ulteriormente, usa additivi illeciti, che accrescono vistosamente la produzione.

Medea con i bambini (foto di Achille Carbone)

Maria s’innamora e sposa il giovane camorrista Sandokanne, di cui resta incinta di due gemelli. Dopo inutili tentativi di abortire, i bambini nascono e sopravvivono, ma deformi e minorati, perché Maria li ha nutriti con il vino e non con il latte.

Borrelli porta in scena una Madre non assassina, ma procuratrice di infelicità. Differentemente dall’opera originale, in questa versione concentrata sul personaggio, a raccontare la storia è uno dei due figli. L’attore, dunque, si veste e si sveste dei panni di ognuno dei protagonisti con pochi elementi.

Bella la scena invasa da bottiglie, sorta di altare tombale, su cui sono sparsi giocattoli, abiti e ninnoli. Colorati di rosso sangue e umidi di liquido placentare, linfa vitale per i tanti fiori, che riscattano, con la vita che spunterà, la cava-utero che tutto contiene e rigurgita.

Belli i giochi di luce di Gennaro Di Colandrea. Significativi i rumori e le note suonate dal vivo da Antonio Della Ragione (che rappresenta l’altro fratello, quello che non parla), che, a lato del palcoscenico, estrae sonorità da un animale di gomma, batte la tammorra, fa fischiare uno strumento a fiato.

Medea. Antonio Della Ragione

Pubblico trasversale, che ha apprezzato un testo duro, una lingua non sempre facile da comprendere, un’invettiva a volte oscena, nei versi e nel dolore.

Lo spazio di Materdei ospita pochi, ma selezionati spettacoli (uno al mese) per tutto l’anno ed è punto di riferimento teatrale per il quartiere e i giovani della zona, ai quali sono dedicati alcuni laboratori.

 

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