Il San Carlo inaugura la Stagione con “Turandot”

Maresa Galli

Il lirico apre la Stagione 2023/2024 con l’ultimo capolavoro di Puccini, Turandot, di cui nel 2024 ricorrono i 100 anni dalla morte. Lo spettacolo è dedicato anche a Maria Callas nel centenario della nascita, che si esibì per la prima volta al Teatro San Carlo nel 1949 proprio nel ruolo del titolo per tre rappresentazioni. L’opera, in scena dal 9 al 17 dicembre 2023, è una nuova produzione per la regia di Vasily Barkhatov, al suo debutto sancarliano.

Opera in tre atti e cinque quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, “Turandot” mancava dal San Carlo dal 2015. Verrà proposta nella versione con il finale di Franco Alfano. Dirige Orchestra e Coro del Lirico di Napoli il direttore musicale Dan Ettinger, alla sua prima inaugurazione sancarliana. Diversa, caratterizzata dall’umanità di una storia basata sull’amore, la regia di Barkhatov è innovativa pur preservando il trionfo finale dell’amore in quello che sembrerebbe un happy end. Calaf e Turandot diventano iconici, come Romeo e Giulietta, Otello e Desdemona.

Nato a Mosca, classe 1983, Barkhatov è tra i registi più richiesti della sua generazione. Ha firmato, tra l’altro, la regia di “Simon Boccanegra” di Verdi alla Deutsche Oper Berlin e “Le Grand Macabre” di Ligeti all’Opera di Francoforte. Firma le scene, un mix tra modernità e quadri d’epoca, Zinovy Margolin, i costumi Galaya Solodovnikova, le luci Alexander Sivaev.

Il cast internazionale è composto da Sondra Radvanovsky, celebre, carismatico soprano statunitense, nel ruolo della principessa Turandot. Yusif Eyvazov, talentuoso tenore azero, sarà il principe Calaf. Rosa Feola, brillante soprano italiano, interpreterà Liù.

In alternanza con il cast principale ci saranno invece, nelle recite del 10, 13 e 16 dicembre, Oksana Dyka (Turandot), Seok Jong Baek (Calaf), Amina Edris (Liù). Completano il cast vocale Alexander Tsymbalyuk (Timur), Alessio Arduini (Ping), Gregory Bonfatti (Pang), Francesco Pittari (Pong), Sergio Vitale (Un mandarino). Completano il cast Valeria Attianese (Prima ancella), Linda Airoldi (Seconda ancella), Vasco Maria Vagnoli (Il Principino di Persia). Maestro del Coro Piero Monti.

Quando si parla di Turandot – afferma Ettinger – si parla di qualcosa di estremamente attuale. Puccini era uno sperimentatore molto addentro nel XX secolo, curioso del lavoro dei suoi contemporanei Mahler e Stravinskij e di creare il suono dell’estremo oriente, seppure con orchestra e strumenti occidentali. Imita il suono orientale con percussioni, inserendo un solo strumento cinese autentico, il gong. Grazie a questi e a tecnica e orchestrazione riesce a creare qualcosa di nuovo che non si era mai sentito prima. Siamo tra le due guerre mondiali e questa più che una favola è una storia gotica, a metà tra glorificazione e clima di terrore. Uno dei messaggi per me è il pericolo delle politiche attuali che possono coinvolgerci tutti. L’evoluzione psicologica di Liù e Turandot lo sottolineano. La genialità di Puccini sta nell’enfatizzare una musica che glorifica ma che si rifà anche al terrore che ha caratterizzato il fascismo”.

Turandot. Sondra Radvanovsky

Sondra Radvanovsky spiega che Turandot “è una favola, tra un amore orribile e incredibile, lo stesso di “Elisabetta I”, che deve essere regina e basta. Turandot cerca intensamente l’amore, che per lei è un sentimento nuovo. Ne ha paura, è come una bimba”. Yusif Eyvazov racconta di cercare una giustificazione al comportamento del principe Calaf, un eroe che permette che sia uccisa una fanciulla innocente per poi andare via con Turandot.

Barkhatov, lontano dai clichè, di contro a scenografie cinesi e allestimenti sfarzosi, ambienta la fiaba in un mondo fantasmagorico. “Nel secondo atto – spiega il regista – Turandot indossa un’armatura, come Giovanna D’Arco: sul retro una sua foto da bambina. Vuole proteggere tutto ciò che le è caro. Un concetto che richiederebbe diversi tempi, che si snoda tra la vita e la morte, per i protagonisti che rivivono nella loro mente tutte le emozioni. Penso a “Nostalghia” di Tarkovskij”.

Lo spettacolo di sabato 9 dicembre sarà trasmesso da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta streaming sulla piattaforma Medici.tv. E nei primi mesi del 2024 “Turandot” sarà diffusa anche nei cinema internazionali di Australia, Spagna e paesi di lingua spagnola, oltre che sulla piattaforma SigmArt.

 

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