Il segno del riscatto

Anita B.Monti

Isa Danieli
Isa Danieli

DOPO QUINDICI ANNI RITORNA A NAPOLI LA “LUPARELLA” DI MOSCATO/DANIELI

 

Per quanto l’ambientazione e il tempo dell’azione siano ben delineati, il senso di Luparella, ovvero foto di bordello con Nanà resta comunque indicativo e metaforico, riferendosi a una città, Napoli, “risentimento e non da folclorica cartolina”, spiega Enzo Moscato, autore e regista della pièce interpretata da Isa Danieli che, quindici anni dopo la prima rappresentazione, riporta sulla scena Nanà, il bordello, il nazismo, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli dal 12 al 21 dicembre. Nell’ultimo allestimento lo stesso autore affianca sul palcoscenico la protagonista nel suo terribile racconto di violenza e di dolore.

Nanà è l’anima candida e reietta, giovane-vecchissima creatura al servizio “minuto” delle donne di un bordello arroccato sui Quartieri Spagnoli, nella Napoli, desolata e avvilita, dell’occupazione nazista, sul finire dell’estate del 1943. Moscato le “affida” la narrazione di questa storia tragica, nell’aria c’è l’eco delle sirene antiaeree e l’odore ancora caldo delle macerie. Unica superstite all’interno del bordello, oltre a Nanà, è Luparella, vecchia prostituta in preda alle doglie che, aiutata da Nanà, riesce a dare alla luce un figlio, per morire subito dopo il parto, consumata da malattie preesistenti. La morte della donna non esaurisce però il dolore e la violenza di questa vicenda, in cui l’oltraggio vissuto da Luparella sarà ben peggiore, in una spirale d’istinto e desolazione che lascia poco spazio alla dignità. E’ a questo punto, infatti, che irrompe sulla scena un soldato nazista in cerca di piacere, bisogno che non si arresta neppure di fronte al corpo esanime della maitresse.

Il linguaggio unico ed originale di Enzo Moscato, con le sue allocuzioni, la stratificazione semantica, quella contaminazione di lingue e termini, rende il testo ancora più pregnante e coinvolgente.

Enzo Moscato (foto di Cesare Accetta)
Enzo Moscato
(foto di Cesare Accetta)

IL PERCORSO

Lo spettacolo Luparella, ovvero Foto di Bordello con Nanà di Enzo Moscato nella sua prima stesura, sottoforma di breve monologo, è interpretato dallo stesso Moscato a metà degli anni Ottanta. Il 4 luglio del 1997 debutta a Ercolano, nell’ambito del Festival delle Ville Vesuviane, nell’interpretazione di Isa Danieli e con la regia di Moscato, poi, viene rimesso in scena nel 2002 al Teatro India di Roma e ri-allestito nel 2005 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. Nel settembre del 2002, in occasione della LIX Mostra del Cinema di Venezia, viene presentata la trasposizione cinematografica di Luparella, diretta da Giuseppe Bertolucci con le musiche di Pasquale Scialò. Di recente (febbraio 2010), al Teatro María Guerriero di Madrid, è stato realizzato un allestimento in versione spagnola; è di pochi giorni fa, il 23 maggio, invece, la messa in scena in lingua francese (nella traduzione di Arturo Armone Caruso) nell’ ambito della rassegna Tradurre/Trasmettere dedicata al teatro italiano, avvenuta presso il Theatre de l’ Atalante di Parigi.

 

«Nanà – spiega Moscato – è simbolo di una Napoli-risentimento e non da folclorica cartolina, voce e volto d’azione di riscatto, a fronte delle infinite bugie e menzogne su un popolo, consegnatoci da chi ce lo tramanda come inerte e infingardo, pagnottista e voltagabbana, a farsi, nella vicenda, l’artefice violenta d’un delitto, una specie di catarsi, improvvisa e sanguinaria, attuata a difesa di una vittima, di qualcuno più soggetto e più debole di lei: di Luparella, appunto: l’altro corpo-non corpo in scena, puro fantasma, evocazione di memoria, ombra fedele di Nanà nell’osceno e sboccato rosario dei martiri».

 

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