Il suono della felicità

Renato Aiello

Gli autori alla mostra
Gli autori alla mostra

I tedeschi da sempre associano al nostro Paese l’immagine della felicità. Il buon cibo, i panorami mozzafiato, le bellissime città d’arte, il mare del Mediterraneo esercitano da secoli un fascino irresistibile sugli abitanti del Nord Europa, e il rapporto che lega la Germania al Sud Italia in particolare risale fino a Goethe: inevitabile che il Belpaese ai loro occhi sia sinonimo di gioia di vivere.

Al di là di stereotipi e cliché, quanto c’è di vero in questa equazione, soprattutto in tempo di crisi economica e sociale come quello attuale? E come cambia la felicità nei nostri spazi urbani?

Se lo sono chiesti i Liquid Penguin, un ensemble tedesco composto dall’autrice Katharina Bihler e dal compositore Stefan Scheib, che dal 1996 lavora nel campo della musica contemporanea, dell’arte sonora e dei radiodrammi, riscuotendo successo di pubblico nonché premi importanti. Questo duo ha praticamente immaginato di poter registrare il suono stesso della felicità, i rumori che la compongono nelle nostre caotiche città, attraverso un esperimento di arte acustica che sta portando avanti da mesi tra Roma, Trieste, Palermo e Napoli.

Felicittàè il nome di questa singolare iniziativa artistica, inserita nel progetto Cantiere Felicità, che si avvale di una sorta di “confessionale della felicità” simile a una cabina fototessera, chiamato Glückscontainer, in mostra a Napoli dal 24 novembre al Goethe Institut Neapel nella sede storica di Palazzo Sessa.

I napoletani che faranno visita a questa esposizione, “operativa” fino al 18 dicembre, potranno infatti registrare in forma anonima la personale risposta alla fatidica domanda: “Cosa è per te la felicità?”, e soprattutto, “se essa ha un suono, per te quale potrebbe essere?” Pigiando start, il gioco è fatto.

A Napoli i Liquid Penguin erano già stati a settembre. intervistando passanti ma anche poeti e autori come Valeria Perrella, scrittori come Maurizio Braucci, compositori e ovviamente musicisti, chiedendo quali siano le parole o i suoni legati per loro all’idea di gioia, benessere o serenità.

I primi risultati del Glückscontainer sulle impressioni degli abitanti di Roma, Trieste e Palermo sono stati molto interessanti.

Tra i suoni più felici individuati dai romani, ad esempio, primeggiano i rumori registrati nei parchi e giardini capitolini, come villa Pamphili, villa Borghese e villa Ada.

Anche per i triestini i suoni della natura sono il cuore della felicità, in particolare quelli legati al mare e all’acqua in generale.

A Palermo invece si è scoperto che a dare gioia sono i rumori dei mercati storici come quello di Ballarò, dove tra i banchi risuona l’abbanniare dei venditori, un termine dialettale che indica l’invito ad acquistare la propria merce.

Il ricordo di Napoli, documentato già a settembre – ricordano i Liquid Penguin – ci fa venire in mente un vaso che vive e che gorgoglia di suoni, voci e rumori, mixato da tutti quelli che vivono qui. Molte delle persone che abbiamo incontrato e intervistato hanno definito i napoletani come degli individualisti che farebbero meglio a percepire e a vivere il senso di comunità. Secondo noi, a Napoli la comunità c’è e ognuno la può sentire, se disposto ad ascoltare: un ruscello di suoni che scorre attraverso le strade, si raccoglie nelle piazze, si muove tra i palazzi, dall’interno verso l’esterno”.

Una volta raccolto tutto il materiale sonoro, tra interviste e registrazioni dal “confessionale della gioia di vivere”, Liquid Penguin le analizzerà e ordinerà in base al suono delle parole, al significato dei suoni, agli ambiti tematici, ai paesaggi acustici. In seguito le registrazioni saranno montate in singoli podcast scaricabili sui siti web dei Goethe-Institut italiani. Con il materiale Liquid Penguin realizzerà anche un documentario acustico dal titolo “FeliCittà”, prodotto da due grandi emittenti tedesche, e solo allora sarà chiaro quali siano gli spunti e le occasioni di vera felicità racchiuse nel nostro vivere metropolitano.

Se per gli americani la felicità è un diritto garantito dalla Costituzione federale, per noi italiani l’augurio è che sia una conquista naturale conseguita da tempo.

 

 

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