Il teatro ha trovato casa

Redazione

 

Il logo della rassegna
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Il teatro cerca casa è, come dice il suo ideatore Manlio Santanelli, “non è un’alternativa alle grandi sale, ma piuttosto una prefazione al teatro. Il nostro pubblico spesso, dopo aver visto da noi alcuni artisti, li segue anche in altri spettacoli”. Una rassegna di teatro domiciliare per cui, spiega ancora il drammaturgo, “le scelte cadono su un teatro che parte da due elementi fondamentali: il luogo e il pubblico”. Il successo della prima edizione (tremila presenze tra Napoli e altre province) ha spinto le curatrici Livia Coletta e Ileana Bonadies ad avviare la seconda, che si è già ampliata negli spazi: appartamenti privati aperti all’arte, con una formula che attrae e convince anche i più pigri. A Napoli sono tanti i quartieri disponibili: Vomero, Bagnoli, Piazza Plebiscito. Poi ci sono Portici, Salerno, Avellino, la Costiera Amalfitana, e non solo.

Dodici nuovi spettacoli in cartellone, cinque ritorni, tre eventi, e un Premio per il miglior spettacolo, biglietto d’oro, migliore critica web (Antonella Rossetti di Quinto potere e Alessandro Toppi Il Pickwich), fedeltà (allo spettatore sempre presente Mauro Battimiello).

L’apertura il 4 ottobre a Portici, è affidata allo spettacolo di e con Antonello Cossia “A fronte alta”. Segue il 7 ottobre, debutto in casa Santanelli al Vomero, “Passacantando” di Vincenzo Salemme. “E’ un Salemme insolito, – spiega la protagonista Antonella Cioli – un testo agro-dolce sulla solitudine”.  In cartellone, ma le date sono da definire, “Il vecchio e il mare” di Hemingway con Paolo Cresta e Carlo Lomanto (premio miglior spettacolo 2012), che continuano il loro percorso sul racconto. “Mari” di Tino Caspanello. “Anime nude” di Angela Matassa e Gioconda Marinelli, con Laura Borrelli, testo sulla violenza contro le donne diretto da Fortunato Calvino. “In continuità con Anna Cappelli, – dice il regista – un viaggio nel dolore ma anche nella consapevolezza. Cercherò di coinvolgere il pubblico per renderlo partecipe”. Ritorna Antonella Morea con un nuovo spettacolo “Io la canto così”, dedicato a Gabriella Ferri. “L’ho sempre amata, mi vestivo come lei”, dichiara la cantattrice, diretta da Fabio Cocifoglia che spiega: “La raccontiamo attraverso i suoi scritti e gli autoritratti”. Musica pure con Lalla Esposito, che dopo Modugno (premio Biglietto d’oro), si dedica a Nino Rota con “Nino”. “Non è un concerto, ma una storia tracciata e recitata attraverso cinque film di Fellini, – dice – “Il padrino”, Gianburrasca e altro”. Saranno rappresentati due testi di Manlio Santanelli (“Ma non vogliamo premi”, scherza il drammaturgo): “Virginia e sua zia”, con Tina Femiano che lo interpreta dopo dieci anni, per la regia di Mario Gelardi, e “Disturbi di memoria” con Mario Porfito e Lello Serao. Seguono “La stanza di Gemito”, scritto, diretto e interpretato da Fabio Cocifoglia; “Pierre e Jean” di Massimiliano Palmese. Per gli eventi: il recital di  Francesca Rondinella “T’angheria”. “Mi racconto con scritti miei, storie e musiche di donne del Sud”, e compie un percorso nella propria carriera anche Fausta Vetere (voce e chitarra) in “E te lo dico core core”, che si accompagna a Corrado Sfogli alla chitarra. Uno spazio è lasciato ai nuovi autori, è il caso di Antonella Platì che ha scritto “Un’onesta lavoratrice”, interpretato da Federica Aiello e diretto da Nello Mascia. Una novità è lo spettacolo d’improvvisazione “Microstorie” di Quella Famosa Compagnia. L’esperimento, invece, è l’appuntamento con la danza, curato da Gabriella Stazio, che presenta “Le tende di Isadora”. Ancora “ViaggioinDuo” con Mariano Bellopede e Carmine Marigliano, “Naufragi” di e con Enzo Salomone e Rossana Valenti; Imma Villa e Antonio Agerola in “Nei bagni della vecchia stazione”. “L’orso e la corista” di Checov.

Il costo del biglietto è di dieci euro, la prenotazione è obbligatoria (info@ilteatrocercacasa.it).

 

 

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