Incontri di lettura

Marco Fo

Il teatro Diana
Il teatro Diana

Guerra e guerriglia urbana sono gli argomenti dei due volumi che saranno presentati sabato 13 e domenica 14 dicembre nel foyer del Teatro Diana di Napoli nell’ambito della rassegna L’incontri al Diana.

Sabato 13 dicembre alle ore 11.30, Maurizio Casagrande farà da guida nella storia raccontata nel nuovo libro di Ornella della Libera “Azzurro Maledetto” (Treves editore), una vicenda ricca di colpi di scena. In un clima di accesa guerriglia urbana, uno svogliato esercito di poliziotti è impiegato di malavoglia a tutela dei quartieri di Napoli, perché qualcuno sta per uccidere un boss proprio mentre si sta svolgendo la partita di calcio Napoli-Juve. La sicurezza della città è nelle mani del Commissario Esposito, il più onesto ma non il più amato dalla truppaglia. Un piedipiatti solitario, velista appassionato, amante del mare, quel mare azzurro infestato dagli squali del compromesso politico-malavitoso in cui non si riesce più a capire chi siano i buoni e chi siano i cattivi.

La copertina del libro
La copertina del libro

Un nuovo eroe, romantico e pasticcione, attorniato da un branco di colleghi sgangherati, come il saggio ma sgrammaticato assistente Pappalardo e la bella Caterina Abbondanza. Per via di un complotto segreto, losche figure si muovono nell’ombra, dentro e fuori le pareti della logica giudiziaria. Tutto accade in una notte. Per salvare lo Stato o una vita umana. Per ritrovarsi con un boss in meno e un eroe in più. Oppure, con una pallottola conficcata nel cuore.

La copertina del libro
La copertina del libro

Domenica 14 dicembre, ore 11.30 sarà ospite d’eccezione Aldo Cazzullo giornalista e scrittore del “Corriere della sera”, che ci porterà con le letture di Riccardo Polizzy Carbonelli, in “La Guerra dei nostri nonni” – 15/18 Storie di uomini, donne e famiglie (Mondadori). Attraverso lettere, diari di guerra, testimonianze anche inedite, il conflitto dei nostri nonni conduce nell’abisso del dolore: i mutilati al volto, di cui si è persa la memoria; le decimazioni di innocenti; l’«esercito dei folli», come il soldato che in manicomio proseguiva all’infinito il suo compito di contare i morti in trincea; le donne friulane e venete violentate dagli invasori; l’istituto degli «orfani dei vivi», dove le mamme andavano di nascosto a vedere i «piccoli tedeschi» che erano pur sempre loro figli. La Grande Guerra non ha eroi. I protagonisti non sono re, imperatori, generali. Sono fanti contadini: i nostri nonni.

 

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