Ironico scontro fra grandi

Redazione

Una scena (foto di Giuliano Longone)
Una scena
(foto di Giuliano Longone)

Ironico e surreale torna in scena dal 4 al 10 dicembre al Teatro Elicantropo di Napoli, Sigmund & Carlo, scritto e diretto da Niko Mucci, . L’allestimento, presentato da Libera Scena Ensemble, è interpretato da Roberto Cardone e dallo stesso Niko Mucci, rispettivamente nei panni del fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud e del padre del materialismo Karl Marx, La commedia è una grottesca ed esilarante disputa tra i due grandi personaggi del passato, che, seduti su una panchina di fronte d un istituto superiore femminile, alternano litigi e tentativi di allearsi per portare a termine una loro misteriosa e impudica missione.

Avevo in mente questo progetto – chiarisce Mucci – da oltre dieci anni e aspettavo di esserne convinto e che vi fossero le condizioni adatte. Avevo bisogno di mettermi alla prova in un testo come coprotagonista, per quanto spaventato dalla difficoltà di esserne anche regista e drammaturgo. Il risultato è uno spettacolo che, nonostante il suo allestimento minimale, ha una visione epica e politica, ed ha richiesto un severo approfondimento del lavoro attoriale e registico”.

Lo spettatore si troverà, così, di fronte un Freud magro e nevrotico, assalito dalla paura di germi e batteri, che tenta di evitare grazie a degli evidenti guanti in lattice. Ma anche un Marx grosso e sicuro di sé, che guida la conversazione, facendo domande intime al timido Sigmund, in un continuo battibecco su un dilemma che lo inquieta da sempre e che verte sul dubbio se abbia più peso la storia biografica di ogni singolo uomo o la storia collettiva delle masse.

I due, sopravvissuti al loro tempo e alla degenerazione del loro pensiero, sviluppano un dialogo a fisarmonica, in cui si alternano i litigi e i tentativi di allearsi nel portare a termine la loro misteriosa e, forse, impudica missione, mentre i frequenti passaggi di auto li inducono a mimetizzarsi, assumendo di volta in volta ruoli di improbabili pagliacci, religiosi, venditori, sino al colpo di scena finale, quando il dialogo tra i due si trasforma in relazione con la platea e allora lanceranno all’unisono un unico grido di allarme contro l’anestesia di massa che continua a tenere bloccate e assopite le vittime di una società narcotizzata. “Sigmund & Carlo è uno spettacolo basato sulla riflessione relativa all’abuso interpretativo delle idee e delle ideologie, e, soprattutto, un accorato appello al senso della responsabilità collettiva. Un testo che fa sorridere e ridere spesso, ma che lascia un senso di amarezza, nel suo rifiutare possibili letture positive e di speranza”.

 

 

 

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