Volpe in “Jazz Story le avventure di Tony Monten”

Maresa Galli

Lino Volpe prosegue con successo il tour nei teatri italiani con il suo spettacolo “Jazz Story. Le avventure di Tony Monten”, applaudito al Teatro Sannazaro di Napoli. Musicista, autore, Volpe è ideatore e conduttore del celebre format audiovisivo distribuito sulle principali emittenti televisive regionali italiane, sulla piattaforma Sky e TvSat,

“Volpe alla caccia”, dedicato alle arti. Ha suonato al fianco di artisti del calibro di Richard Galliano, Franco Ambrosetti, Flavio Boltro, il Solis String Quartet, Giovanni D’Argenzio e tanti altri. La sua competenza e passione per il jazz gli hanno ispirato lo spettacolo teatrale del quale è ideatore e interprete, che racconta l’importante contributo dei musicisti italo-americani alla nascita del jazz.  George Vital, alias “Papa Jack” Laine, Leon Roppolo, Joe Venuti, Eddie Lang, al secolo Salvatore Massaro, Jimmy Giuffre, Buddy De Franco, Nick La Rocca, talentuoso cornettista che incise il primo disco ufficiale nella storia del jazz, passando per Armstrong, Sbarbaro, Dino Crocetti, meglio noto come Dean Martin.

Lino Volpe interpreta con maestria ed ironia il personaggio di Tony Monten, di origine siciliana, nato a New Orleans, grande impresario della scena jazzistica americana, dalla parlata caratteristica, “a metà tra Donnie Brasco e i Soprano”, come afferma lo stesso Volpe.

Volpe con il gruppo di musicisti (foto Galli)

Personaggio che sembra uscito dalla penna di uno scrittore hard boiled, si è rifugiato in una topaia, il Banana Hotel di Brooklyn, inseguito dai creditori, dalla polizia, dalle ex mogli. Soprattutto si nasconde dall’ex socio in affari, Frankie La Boia, al quale ha sottratto “momentaneamente” un’enorme cifra. Racconta di quando faceva coppia con Mery, sposata con Joy Barbino, soprannominato “La bara”, che gli spara in una gamba per salvare le apparenze.

Una vita blues, tra donne, whisky…e tanto jazz. Nei suoi ricordi Tony inserisce vicende di celebri musicisti, fino ai divini Miles, Charlie Parker “Bird”, Tony Scott, passando per le orchestre di Fletcher Henderson e Coleman Hawkins e la Count Basie Orchestra. Con ironia, fa rivivere le atmosfere e le diverse epoche d’oro del jazz, da New Orleans alla Chicago anni ‘20, dove spadroneggiavano gangster leggendari, passando per il proibizionismo e la crisi del ’29, Kansas City, “dove c’erano le orchestre e i sassofonisti più cazzuti”, fino alla New York del be bop.

Indispensabili e parte integrante della messa in scena, sono gli ottimi musicisti che accompagnano in scena Volpe: Elisabetta Serio al pianoforte, Gianfranco Campagnoli alla tromba, Pino Tafuto alle tastiere e Davide Costagliola al contrabbasso. Il quartetto cesella evergreen del jazz, composizioni di Duke Ellington, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonius Monk, passando per le arcinote “Summertime” e “In The Mood”, “Te voglio bene assaje” e “Torna a Surriento”.

Solo le canzoni napoletane sapevano sciogliere il cuore dello spietato criminale Alfonso “Al” Capone. Dallo stile di New Orleans all’epoca delle grandi orchestre e dello swing, dal be bop alle magie degli assolo di Bird, “Dio, che un giorno aveva deciso di mettersi a suonare il sax contralto”.

Nel bellissimo racconto di Volpe le sfide tra jazzisti, l’evoluzione di stili e autori, di un sound legato alle città d’origine, di vite difficili, povere, tormentate che hanno lasciato il segno nella storia della musica a venire. Pionieri, appunto, e grandi visionari, innovatori, costruttori di suoni unici, inarrivabili.

Uno spettacolo da far vedere ai più giovani, anche ai non appassionati di jazz, per entrare nello spirito di quegli anni e comprendere grandi personaggi della storia della musica. Divertendosi e ascoltando magiche note.

(La foto di copertina è di Silvana Orsi)

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