La Capria rilegge Ibsen

Maresa Galli

 

Una scena
Una scena

I “ragazzi di via Chiaia” (Rosi, Griffi, “Dudù” La Capria”, Napolitano) hanno lasciato un’impronta unica nella vita culturale e politica italiana. Raffaele La Capria continua a stupire con la sua trascrizione di “Casa di bambola” per il Teatro Mercadante di Napoli, proseguendo una collaborazione fruttuosa con lo Stabile inaugurata nel 2014 con il ciclo dei cinque allestimenti scenici del progetto “L’armonia perduta” tratti dai suoi racconti L’amorosa inchiesta, Guappo e altri animali, La neve del Vesuvio, Letteratura e salti mortali, Fiori giapponesi. Capolavoro di fama mondiale, tra i classici più rappresentati al mondo, inserito nel 2001 dall’Unesco nell’Elenco delle Memorie del mondo, “Casa di bambola” è anche un testo femminista ante litteram.

Il testo di Ibsen – spiega La Capria – l’ho letto come un classico che dice la verità in ogni epoca. Lo si è letto e rappresentato come un testo polemico che affermava i diritti delle donne nel rapporto matrimoniale di fine secolo. Per me Nora, nonostante la sua leggerezza e la sua ingenuità, si trasformerà in una delle tante Antigoni che la storia e il mito ci hanno tramandato, che rivendicavano la libertà della donna al di là perfino dell’amore per i figli. Ho optato per dei tagli al testo, insomma, ho “corretto” Ibsen…”, scherza l’autore di “Ferito a morte”.

Il regista Claudio Di Palma porta in scena un lavoro che “da un lato elenca interrogativi e dall’altro cerca ragioni, risposte e sintonie nella riscrittura di Raffaele La Capria il cui felicissimo intuito ha già optato per una sintesi linguistica che esalti la controversa morale e la corrispondente modernità dell’opera di Ibsen”. Oggi un autore norvegese ha scritto “I figli di Nora”, chiedendosi che fine abbiano fatto. Gaia Aprea, interprete di Nora, plaude al “taglio chirurgico” eseguito da La Capria per regalare un’eroina tragica innestata in un mondo borghese. E plaude soprattutto alla regia “lieve, semplice, che non prevarica sul testo, cosa oggi rarissima”.

Le musiche di Paolo Vivaldi si ispirano ad Herrmann, compositore dei film di Hitchcock. In scena fino a domenica 17 aprile 2016.

 

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