La donna in nero

Angela Matassa

Prodotto e rappresentata al teatro Il Pozzo e il Pendolo di Napoli (fino al 15 febbraio),  la piéce La Donna in Nero è tratta dal romanzo di Susan Hill. E’ interpretata sa Antonello Cossia e Paolo Cresta, regia di Annamaria Russo e Ciro Sabatino.

La famosa ghost story inglese, che da oltre vent’anni è rappresentata nei teatri del west end londinese, rivive nello spazio di Piazza San Domenico Maggiore in una versione che, se da un lato vuole accentuarne il carattere letterario, non rinuncia comunque a valorizzare la messa in scena vera e propria.


La donna in nero

La trama ruota intorno ad una agghiacciante storia di fantasmi raccontata da un testimone oculare ad un regista teatrale, per una probabile rappresentazione della stessa, quasi ad esorcizzarne il ricordo terrificante. Tramite l’antico gioco del teatro nel teatro prendono forma tutti i personaggi della storia sul filo di una suspence fatta di parole, suoni, immaginazioni.

Pertanto la predilezione iniziale verso la scelta della parola raccontata da parte della regia, si trasforma lentamente nella realizzazione immaginifica della brughiera inglese, delle sue nebbie, della dimora infestata dal fantasma (la donna in nero, appunto), o di uno studio di avvocato di una Londra caotica e convulsa.

Antonello Cossia e Paolo Cresta che conducono il filo della narrazione vestendo i panni dei vari personaggi, si muovono con bravura e lucidità, restituendo l’ansia del terrore in maniera efficace.

Se Cossia, infatti, affronta il testo moltiplicandosi con la forza di una recitazione che mantiene un ritmo analitico, Cresta contraccambia disegnando il personaggio vittima-finale del fantasma con  pathos crescente. Uno spettacolo accattivante, con una regia incalzante e geometrica che mantiene col fiato sospeso.

Da vedere.

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