La grande occasione

Angela Matassa

Ha messo insieme due monologhi, ma la sua grande presenza scenica, la bravura di Nicoletta Maragno e una scena interessante non bastano per rendere La grande occasione di Alan Bennett uno spettacolo accattivante. La messinscena (al Delle Palme di Napoli dal 9 al 13 novembre) di Licia Maglietta non convince fino in fondo. L’attrice napoletana veste i panni di Susan, moglie alcolizzata del vicario descritto dall’autore in “Un letto tra le lenticchie”, mentre Nicoletta Maragno interpreta l’attricetta Lesley (da “La sua grande occasione”), presa tra provini e film di basso livello. I due personaggi esprimono una critica ai mondi ai quali appartengono e sono accomunate dall’”inconsapevolezza” delle loro situazioni: l’alcolismo la prima, l’ingenuità la seconda.

S’incontrano nella cappella di una chiesa e raccontano, ognuna la propria storia personale, ma restano separate sia fisicamente che drammaturgicamente. Qualche cenno musicale (la Maglietta ha scelto brani dell’Ottocento di Antonio Petrali, proibiti all’epoca dalla Chiesa) non basta a dare il segno della potenza del mondo ecclesiastico. L’ironia dell’autore, sarcastico e tagliente, non arriva al pubblico.

Troppo statica la scena, troppo ferme le protagoniste, sedute quasi per l’intera durata dello spettacolo.

Confermata la bravura delle interpreti, lo spettacolo manca essenzialmente di un’idea registica che potrebbe sottolineare la metafora che sottintende al testo per esprimere il malcostume dominante anche nella società italiana, affetta dal vizio di spettacolizzare ogni cosa, perfino la politica e la vocazione.

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