La periferia che sogna il grande Calcio

Renato Aiello

Paolo è un talento naturale del pallone, un calciatore nato. Mancino formidabile in campo, riempie di gioia mamma Isabella a ogni goal durante gli allenamenti. Ma per sfondare davvero nel calcio professionistico, e raggiungere gli agognati club con le loro primavere, non basta il talento: occorrono i soldi, tanti soldi e Isabella col suo lavoro di rappresentanza proprio non ce la fa.

Madre single e vedova, lotterà come una leonessa pur di far arrivare il figlioletto al provino dei sogni, non senza ripercussioni e ferite riaperte del suo passato. Claudia Gerini in “Mancino Naturale”, regia di Salvatore Allocca, è la bravissima protagonista romana di una commedia agrodolce, a tratti drammatica, uscita in sala il 31 marzo scorso e già archiviata, purtroppo. A farle compagnia sul grande schermo ci pensano Massimo Ranieri, ambiguo procuratore sportivo, Katia Ricciarelli e Alessandro Bressanello, questi ultimi nei panni dei suoceri vicentini di Isabella. Energica e volitiva, a volte anche volgare ma sempre amorevole, il personaggio della Gerini vale la visione di “Mancino Naturale”: era da tempo che non mostrava e dimostrava la sua bravura in un ruolo adeguato, in attesa di vederla presto anche in veste di regista con la sua opera prima dietro la macchina da presa.

Gli occhioni azzurri del figlio Paolo, quasi sempre tristi e pensierosi a scuola, così come durante le partite, lasciano il segno e il rapporto che si instaura tra il bambino e il nuovo vicino, interpretato dal calabrese Francesco Colella, fa intravedere uno spiraglio di luce in questa famiglia di periferia. I desideri borghesi del proletariato prendono forma nell’accanita insistenza genitoriale, generata sicuramente dalle migliori intenzioni, di far intraprendere la carriera sportiva ai propri figli, che non è scontata e garantita al 100 per cento. Nemmeno uno su mille ce la fa, citando la canzone di Morandi, bensì solo un ragazzino su cinquemila, lasciando tutti gli altri nell’anonimato e senza prospettiva di emergere nella serie A.

Claudia Gerini e Alessio Perinelli

Nei mesi scorsi un altro film italiano ha affrontato, sotto altra luce ed esiti completamente diversi, il tema sportivo del traguardo a tutti i costi: “Takeaway”, in cui però era il doping la vera scorciatoia illusoria per il successo. In “Mancino Naturale” la ricerca affannosa dei soldi invece mette a dura prova rapporti umani, equilibrio psicologico del minore e serenità familiare.

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