La signora del fado

Maresa Galli

Cristina Branco
Cristina Branco

Un concerto raffinato, elegante nell’atmosfera d’altri tempi del teatro Sannazaro di Napoli che ha ideato e promosso la rassegna TraTurMò, il Festival delle tradizioni che fanno turismo nel mondo. In cartellone artisti espressione di diverse nazionalità e culture, impegnati nella valorizzazione del proprio territorio. Per il fado in scena una delle voci più belle del panorama internazionale, Cristina Branco che cesella i versi dei poeti portoghesi fusi con le armonie delle canzoni popolari. L’artista, che si cimenta da giovanissima con la musica folk, il jazz, il blues, la bossa nova, approda più tardi al fado, ritenuto troppo ancorato ad un passato da dimenticare. Suo nonno le regalò gli album “Rara” e “Inédita” di Amália Rodrigues e così scoppiò la scintilla. Nel suo stile unico fonde tradizione e innovazione, contaminando il meglio dei generi succitati. Affermatasi artisticamente in Francia, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti, crea un suo stile personale. Il suo ensemble è essenziale: la accompagnano chitarra portoghese, pianoforte, contrabbasso. La sua voce calda e vibrante, duttile, racconta la poesia di “Triste”, “Lontano dal sole”, “Na rua do silencio”, “Hà palavras que nos beijam”, “Trago un fado” da “Kronos” e brani da “Sensus”, album ispirato ai poemi di David Mourao Ferreira. Un incanto l’interpretazione, piano e voce, di “A Case of you” di Joni Mitchell, per poi ribadire l’impegno del movimento sorto durante la dittatura “La Verità silenziosa”, le canzoni per la libertà del poeta Josè Alfonso dos Santos e rendere omaggio a Napoli e alla sua canzone “che assomiglia al fado” con “Lu Cardillo”, cesellata con rara eleganza. Canta con lei una strofa Francesca Calogero. E ancora “Meu amor è Marinheiro” (“questa poesia – spiega – è come una lettera d’amore”), sensuale come il fado, ricco di saudade per raccontare la lontananza, la separazione, l’emigrazione, l’anelito di libertà, l’amore: “Il mio amore diceva che sulle labbra/Avevo il sapore della nostalgia/E dei capelli da cui nascono/I venti e la libertà./Il mio amore è un marinaio/Quando arriva al mio fianco/Accende un garofano tra le labbra/E canta così:/Io vivo lontano laggiù, laggiù/Dove passano le navi/Ma un giorno dovrò tornare/Alle acque dei nostri fiumi./Tornerò nelle città/Come il vento sulla spiaggia/E spalancherò ogni finestra/E spezzerò ogni catena”.

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