La tragedia di Riccardo III rivisitata

Danila Liguori

Rivivere, riscrivere e dilatare nel tempo la morte di Riccardo III. Dopo il debutto al Campania Teatro Festival 2023, da venerdì 16 a domenica 18 febbraio 2024, arriva sul palco di Sala Assoli La tragedia di Riccardo III o della morte e altri inganni, riscrittura da Riccardo III di William Shakespeare di Gianluca Bonagura ed Elvira Buonocore. Con Edoardo Sorgente ad interpretare il sanguinario personaggio scespiriano, per la regia di Gianluca Bonagura. Produzione Falsepartenze teatro in collaborazione con Casa del Contemporaneo e Nostos teatro. L’Opera costituisce il primo capitolo della Trilogia degli scherzi infiniti, dedicata dalla compagnia alle opere del grande drammaturgo inglese.

Ce ne parla il regista Bonagura: “Abbiamo trasformato la tragedia shakespeariana in un monologo che cattura Riccardo III nell’attimo della sua morte. Sarà proprio quell’attimo, dilatato nei 60 minuti del monologo, che egli rivivrà tutta la sua vita. Quello stesso attimo che, secondo il Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti, è il bardo, ossia l’attimo in cui si ha la possibilità appunto di poter rivivere tutta la propria vita. In questa riscrittura, il protagonista assoluto è il tempo: Riccardo vuole sempre di più e ha fretta di averlo. Perché? Perché non c’è tempo. O meglio lui sa di non averne abbastanza.

In scena con l’attore – continua Bonagura – ci saranno alcuni oggetti e un pesciolino rosso, che simboleggia il fratello. Sempre secondo il Bardo Thodol, ci si può reincarnare ad esempio in animali oppure piante, così come succede appunto al fratello di Riccardo III. Abbiamo scelto proprio un pesciolino rosso perché lui morì, secondo narrazione, affogato in una botte di Malvasia. Quindi rinasce pesce, perché così rivive nell’ambiente liquido in cui è morto. Rosso perché all’epoca quel vino era di colore rosso”.

Spiega poi Elvira Buonocore: “Il lavoro sulla drammaturgia effettuato da me e il regista, si è articolato in due fasi. La prima ha riguardato lo studio e l’analisi del testo originale di Shakespeare. La sua scrittura è ricca di sottotesti e significati latenti. Noi abbiamo individuato quelli che potessero essere utilizzati per il mondo moderno, e qui entra in campo la seconda fase. Si è trattato di un lavoro sulla lingua, per renderla più comprensibile e diretta. Infine abbiamo aggiunto anche delle parti scritte da noi.

Dal punto di vista drammaturgico, raccontare l’attimo della morte di Riccardo — spiega infine la Buonocore — significa sovvertire la logica del classico flusso narrativo temporale e approdare ad nuovo spazio/tempo. Quello della memoria, del sogno, quello in cui le illusioni sono più vive, dove le finzioni sono palpabili e si riesce a toccare con mano l’ambizione segreta, il diniego, lo sforzo, l’abnegazione di un personaggio umano. Così umano da sentirlo profondamente vicino a noi, al nostro vivere, alla nostra epoca“.

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