L’accecamento

Redazione

Una scena
Un momento dello spettacolo

Il romanzo Auto da fè parte da uno strano Paradiso, per finire in un altrettanto strano, anche se reale Inferno”. Così Roberto Azzurro, che dirige, e interpreta con Gea Martire, lo spettacolo Primo movimento verso l’Autodafé, in scena il 5, 6 e 7 dicembre al Nuovo Teatro Sanità di Napoli.

La pièce nasce dall’omonimo romanzo scritto nel 1935 da Elias Canetti. Die Blendung, letteralmente “L’accecamento”. Tradotto in italiano e altre lingue come Auto da fé, titolo voluto dallo stesso Canetti, è il primo libro ed unico romanzo dello scrittore di origini bulgare. “L’autodafé era una cerimonia pubblica in cui veniva eseguita la condanna e la punizione di un condannato. – spiega l’attore – Spesso l’epilogo prevedeva che il condannato fosse addirittura arso vivo. Ecco, dunque, il legame con il romanzo”.

Il progetto “Primo Studio verso l’Autodafé” si fonda su uno spericolato e articolatissimo andirivieni tra narrazione e dialoghi. Dopo l’ampia premessa, si passa alla ipotesi della messinscena che potrebbe avvenire in un luogo inevitabilmente “chiuso”, ma non necessariamente “teatrale”: tre ambienti ideali di rappresentazione sarebbero all’interno di un ipotetico appartamento antico, una sala, una biblioteca e un terrazzo. “Il pubblico avrà la sensazione di vagare dunque fra i tre luoghi, in simbiosi con lo svolgersi della vicenda. – dice ancora il regista – L’intento è quello di riscrivere, dal libro, un lungo, acrobatico dialogo tra i due personaggi principali, Kien e Therese, in cui convergano tutte le dinamiche di una relazione tra due persone che prende man mano sempre più il carattere di un incontro destinato a diventare scontro definitivo.”

 

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