LACREME NAPULITANE

Angela Matassa

“Pensare di riproporre la sceneggiata classica sarebbe assurdo”. Parte da questo presupposto la rivisitazione che Nino D’Angelo fa di Lacreme napulitane, in scena per il periodo natalizio (fino al 9 gennaio) al teatro Trianon/ Viviani da lui diretto.

E nessun confronto va fatto col genere teatral-musicale di tradizione popolare partenopea portata al culmine del successo da Mario Merola, maestro e mentore di D’Angelo.

Mettendo in scena il celebre testo di Vincenzo Vitale, modificato in alcune parti per adattarlo a se, intelligentemente Nino D’Angelo gli dà una connotazione più leggera, moderna, a tratti onirica, a tratti nel segno del musical.

Ne cambia lo spirito non uccidendo  ‘o malamente che gli porta via la moglie, attinge all’opera di Raffaele Viviani, ricopre anche il ruolo del guappo di cartone, e na fa una commedia nella quale dipinge alcuni tipi del popolo  partenopeo, con l’intento di sottolineare l’eterno valore della famiglia.

Una compagnia ben amalgamata vive l’arcinota vicenda di Gaetano (Nino D’Angelo) che, per il tradimento della moglie (una brava Maria Nazionale) emigra in America da dove scrive la famosa lettera alla madre (perfetta Anna Fiorelli), con le parole e la musica di Bovio e Buongiovanni.

Gli attori recitano, cantano e si ‘muovono coreograficamente’ sulle note delle canzoni di D’Angelo, eseguite dal vivo dall’orchestra diretta dal maestro Campagnoli.

Due inediti per Maria Nazionale: Penziero mio (“pensando al fado”) e Natu juorno.

In scena anche Vittorio Ciorcalo – Patrizia De Martino e Antoine con  Ivan Caiazzo, Pippo Cangiano, Alessandra D’Ambrosio, Diana Del Monaco, Pio Del Prete, Angelo Laurino, Mena Steffen e (si fa notare) il piccolo Rosario Live.

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