L’altare come palcoscenico

Redazione

Una scena
Una scena

Nuova e originale location per l’ultimo spettacolo di Mario Gelardi che nel Nuovo Teatro Sanità di Napoli, che dirige da due anni, usa l’altare come luogo scenico dell’azione. Il 2, 3 e 4 aprile si rappresenta La terza comunione da lui scritto e diretto, interpretato da Carlo Caracciolo, Luigi Credendino e Ciro Pellegrino.

Lo spettacolo descrive un mondo che resiste solo nei ricordi della vecchia generazione, come relitto di un’umanità superata, forse in qualche paese del profondo Sud. Si tratta della voce ancestrale di quella comunità di donne che una volta affollava le chiese. Unite come un solo popolo, una sola entità, recitavano il rosario, in una nenia cantilenante. “La parola si fa azione come nella preghiera e lo sguardo, la visione di chi assiste alla celebrazione del sacramento, si amplifica. Le parole si fanno preghiera che uccide, preghiera sbagliata, ostinata, musica mortale. Ho creato una storia decisamente sopra le righe, paradossale: – spiega l’autore-regista – l’impossibilità di una bambina di ricevere la prima comunione, la sua difficoltà ad ingoiare l’ostia, il corpo sacro di Cristo viene rigettato dal corpo altrettanto sacro di un’anima candida e innocente”. Il testo è insieme monologo e dialogo. La preghiera qui si fa ancor di più rito, ma rito teatrale.

 

Visto il limitato numero di posti, è indispensabile la prenotazione: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it

 

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