“Le cinque rose di Jennifer” con i Gleijeses

Maresa Galli

Tra i lavori più intensi e rappresentati di Annibale Ruccello, torna in scena “Le cinque rose di Jennifer”, al Teatro Sannazaro di Napoli dall’8 al 17 marzo 2024. Interpreti Geppy Gleijeses, che firma anche la regia dello spettacolo, e Lorenzo Gleijeses.

Lo spettacolo, rappresentato per la prima volta nel 2001 con Geppy Gleijeses e Gennaro Cannavacciuolo, fu un grande successo, riproposto nel 2017 a Spoleto con il figlio Lorenzo. La storia è quella di Jennifer, un “femminiello”, che ascolta, nella solitudine della sua casa nel Rione dei Travestiti, Radio Cuore, emittente che trasmette canzoni di Mina, Ornella Vanoni e Patty Pravo. Jennifer attende con ansia una telefonata di Franco, disperato sogno della sua vita, un ingegnere genovese che le ha promesso di tornare da lei. Purtroppo, il telefono di Jennifer, per un guasto alla linea, intercetta tutte le telefonate del quartiere.

Lorenzo e Geppy Gleijeses

La radio intercala i brani musicali con le notizie di omicidi commessi da un maniaco, che prende di mira proprio i travestiti, che uccide per poi adornarne i corpi con cinque rose rosse. A casa della protagonista giunge Anna (Lorenzo Gleijeses), un altro travestito che attende un’importante telefonata. Anna, molto religiosa e po’ strana, vive in simbiosi con la sua gatta Rosinella: potrebbe essere lei l’omicida. La sua gatta è stata trovata sgozzata e ogni eventuale dialogo tra Anna e Jennifer diventa impossibile. Si sorride alle battute di Jennifer che risponde a stalker telefonici, liquidati con accompagnamento di insulti – deve lasciare la linea libera per Franco.

La sua terribile solitudine, camuffata nella routine di gesti quotidiani, restituisce la disperazione di chi vuole vivere con dignità ma ha il mondo contro. Jennifer andrà incontro ad un tragico finale. Il maniaco, Anna, gli sconosciuti al telefono, forse sono solo sue proiezioni, ma il suo malessere dell’anima lo ucciderà. “Travestiti. Ne ho frequentati tanti e negli anni in cui Annibale scrisse “Jennifer” – racconta Geppy Gleijeses – sono stato amico di alcuni, recita la condizione femminile in ogni senso, comportamentale e fisico, è una creatura di confine, “figura deportata” come definisce Ruccello i suoi personaggi, non è un transessuale, non ha fatto il grande salto, vive la sua condizione generalmente in modo doloroso e comunque iperbolico, toccando gli estremi della depressione e dell’euforia, creatura meravigliosa, fragile, delicatissima, a volte violenta ma sempre emarginata”.

I due protagonisti

Una macchina teatrale perfetta, circolare, completa, forte di un’elevata qualità di scrittura, che restituisce il grande mondo interiore di Ruccello, morto a soli trent’anni, lasciandoci orfani di grandi pagine di teatro.

Intensi, bravissimi i due protagonisti. Significativi anche gli interventi degli attori in voce Nunzia Schiano, Gino Corcione, Myriam Lattanzio e Mimmo Mignemi. Belle le scene di Paolo Calafiore, i costumi di Ludovica Pagano Leonetti, il light designer Luigi Ascione, la colonna sonora a cura di Matteo D’Amico. Interminabili applausi alla prima.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web