Le mie vite allo specchio

Maresa Galli

Gian Luigi Rondi
Gian Luigi Rondi

Le mie vite allo specchio. Diari 1947-1997 (Edizioni Sabinae) è il testo di Gian Luigi Rondi, decano dei critici cinematografi italiani e illustre protagonista della politica culturale del Novecento, presentato al Teatro Diana di Napoli dal docente e critico cinematografico Valerio Caprara. Un libro, spiega il critico, che si scorre come un’esaltante memoire, dove si ripercorrono cinquant’anni di storia italiana senza sovrapposizioni ideologiche, come è uso dei grandi storici Marc Bloch e Jacques Le Goff.

Il volume di milletrecento pagine rivela le carte segrete di Rondi che ha tenuto cinquant’anni di diari, preziose annotazioni che restituiscono un’esperienza personale e ad un tempo della politica, della cultura e del cinema dal dopoguerra ad oggi. Nel libro sono citati artisti noti e personaggi dimenticati, politici, sacerdoti, celebri dive e soprattutto i premi e i festival fondati, curati e diretti da Rondi. Classe ’21, critico cinematografico dal ‘47, ha presieduto la Biennale di Venezia, diretto la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, fondato gli Incontri Internazionali del Cinema a Sorrento, il Festival delle Nazioni a Taormina, Il Festival dei Cinque Continenti a Ischia. Tra i fondatori di Spoleto Cinema con Visconti, Suso Cecchi D’Amico, Zeffirelli, Bogianckino, Fellini, Luchetti, Menotti, è stato Segretario per le Comunicazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta, Commissario Straordinario della SIAE, Presidente del Festival di Roma.

Attualmente è Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, Fondatore e Presidente dei Premi Vittorio De Sica per il Cinema e le altre Arti. Autore di numerose pubblicazioni sul cinema ha diretto molti documentari tra cui uno, Van Gogh, premiato con il Leone di Bronzo alla Mostra di Venezia. Insignito del Premio Saint Vincent per il giornalismo, la Medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte, la Stella al Merito del Lavoro, la Medaglia della Liberazione per i settant’anni del 25 aprile. Il volume comprende anche i resoconti dell’Anno Santo del 1950 sotto il Pontificato di Pio XII, i viaggi in Giappone (1964), in Brasile (1965), in Israele (1966), in Egitto (1995) dove presiedeva la giuria del Festival del Cinema del Cairo. I protagonisti del cinema a lui più cari sono stati Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Claudia Cardinale, Monica Vitti, Luchino Visconti, Alessandro Blasetti, i fratelli Taviani, King Vidor, Coppola, René Clair, François Truffaut, Luis Buñuel, e il racconto di un indimenticabile incontro con Charlie Chaplin a Londra, dopo averlo festeggiato nel ‘72 per il conferimento del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia.

Molto legato alla Francia e al suo cinema, il critico ha avuto quale “padre francese René Clair e come papà italiano Blasetti”. Ribattezzato da L’Espresso il Doge Nero, in realtà rivendica la propria appartenenza di cattolico al comunismo, la sua militanza nella Resistenza, pagina di storia ben raccontata da Adriano Ossicini. Collaborò anche con Liberazione firmandosi con uno pseudonimo. Al pubblico del Diana racconta tanti aneddoti, lui che ha visto nascere il Neorealismo, ha criticato “La voce della luna” dell’intoccabile gloria nazionale Fellini, ha amato il cinema di Kurosawa e Rossellini e dei francesi, ha ricoperto prestigiosi incarichi sotto la DC. Racconta di quando Romy Schneider, dal carattere non facile, attesa a Napoli ospite della rassegna in Costiera, pretese di ricevere tutti gli onori e lui inviò due preziosi collaboratori a svolgere il ruolo di sindaco e prefetto! E ancora racconta di quella volta che svelò a Liv Ullman, tra i giurati del Festival di Cannes, di aver apprezzato molto “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, alla fine premiato dalla giuria. E, per quanti credano che Rondi sia troppo vecchio per comprendere il presente, afferma di aver apprezzato Gabriele Mainetti e il suo film “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Non finisce mai di sorprendere, lucido testimone ma soprattutto protagonista di cinquant’anni di storia italiana.

 

 

 

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